«Le notizie degli ultimi giorni riguardanti l’autorizzazione di nuovi impianti fotovoltaici nella Tuscia e la cessazione della moratoria con cui la Regione Lazio aveva di fatto sospeso l’installazione di nuovi impianti in attesa della mappatura delle aree idonee, allarmano me e tanti cittadini che hanno a cuore il territorio.

Pur essendo pienamente favorevoli alle energie rinnovabili, – afferma il senatore Umberto Fusco (Lega) – ancor più in questo difficile periodo in cui si è palesata tutta la debolezza del Paese in termini di autosufficienza energetica, riteniamo altrettanto importante la salvaguardia dell’ economia locale e del territorio.

Non possiamo condividere nessuna azione che veda nella Tuscia ulteriore consumo di suolo con l’installazione di nuove centrali eoliche o fotovoltaiche a terra in area agricola, a scapito dell’agricoltura della provincia, del paesaggio e della sicurezza alimentare.

Torniamo a ribadire che il nostro territorio ha già dato in termini di servitù energetiche e che siamo assolutamente favorevoli alla creazione di nuovi impianti quando ciò avviene, ad esempio, sui tetti di capannoni agricoli, senza ulteriore occupazione di suolo destinato o comunque idoneo alle coltivazioni.

Al contrario, la diffusione di impianti fotovoltaici nella provincia viterbese sembra aver perso qualsiasi armonia con il territorio e l’ambiente, minando agli equilibri naturali su cui si basa la sostenibilità ambientale che dovrebbe essere obiettivo di tutti, specialmente in un momento come quello attuale in cui la produzione agricola locale dovrebbe ricevere sostegno e facilitazioni.

La Lega si è da sempre confrontata sul tema con le imprese della filiera agroalimentare e con i cittadini del territorio e tornerà a farlo il prossimo sabato, alle ore 10.30, presso le Terme dei Papi di Viterbo,  in occasione di un incontro pubblico in cui insieme ai rappresentanti locali, regionali e nazionali del partito affronteremo anche questa tematica.

E’ sempre più importante la necessità di tutelare la bellezza, la cultura, la vocazione e l’efficienza produttiva del territorio, nonché gli interessi di tutti coloro che, con impegno e sacrificio, hanno reso la Tuscia una provincia di eccellenze agroalimentari».

 

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