“Durante l’audizione del segretario generale Tardiola e dell’avvocato Murra ieri in commissione bilancio – divenuto capo coordinatore dell’avvocatura regionale grazie al susseguirsi di tre avvisi pubblici con conseguente cambio dei requisiti che hanno condotto alla sua nomina – ho chiesto se l’avvocatura regionale sia in possesso di un quadro dei contenziosi regionali, a quanto ammonta in termini numerici ma soprattutto il costo dell’affidamento all’esterno delle consulenze legali; qual è l’organizzazione interna dell’avvocatura regionale in termini di professionalità e di carichi di lavoro; le ragioni dell’inesistenza di un albo regionale dal quale attingere le professionalità assenti nella struttura interna; le modalità di affidamento degli incarichi all’esterno, posto che nei provvedimenti di conferimento si fa genericamente riferimento all’assenza di professionalità; qual è l’ammontare del budget necessario al funzionamento dell’avvocatura, i dati sulla diminuzione dei contenziosi, i risultati della task force per la gestione del contenzioso sanitario creata nel 2015, se l’avvocatura regionale provvede al coordinamento delle avvocature e degli incarichi di rappresentanza e difesa legale delle agenzie e dei dipendenti della Regione e se sono state stipulate le apposite convenzioni che dovevano disciplinarne le modalità di attuazione, se l’avvocato coordinatore ha redatto la relazione annuale in merito all’attività svolta dall’avvocatura regionale e perchè ci sono 65 mila euro di debiti fuori bilancio generati dall’assenza di atti di impegno della direzione a causa della mancanza dei preventivi spesa; inoltre chiarimenti sulla procedura di definizione del ruolo dell’avvocatura avviata come una sorta di concorso riservato agli interni previa selezione tecnico pratica piuttosto che tramite avviso pubblico come previsto dalla stessa norma regionale”. Così, in una nota, la portavoce M5S Lazio Valentina Corrado ripercorre il il suo attento lavoro di ricostruzione e richiesta degli atti all’avvocatura regionale del Lazio.
“Tutte le domande che ho posto –  ripercorrendo il caos organizzativo che vive l’avvocatura regionale da anni – non hanno trovato alcuna esaustiva risposta.
Il segretario generale si è limitato a fare un quadro dello stato dell’arte dell’avvocatura ereditata nel 2013 – omettendo tutto ciò che ha caratterizzato la gestione in questi ultimi 6 anni di governo Zingarettiano – e a citare qualche dato parziale rinviando i dettagli ad una relazione che verrà successivamente trasmessa alla commissione. L’avvocato Murra ha affermato che la regione è in grado di avere una mappatura dei contenziosi ma solo a partire dal 2018 e che i 65 mila euro di riconoscimento di debiti fuori bilancio per spese legali sono nulla in confronto ai 20 milioni di euro di pretese di oltre 200 avvocati che dal 2006 ad oggi hanno avuto affidamenti in assenza di un mandato e di un preventivo di spesa.
Ancora una volta non ci è stata data alcuna relazione e delle tante domande effettuate pochissime hanno trovato una risposta parziale durante la seduta.
In attesa di avere e analizzare i dati completi, l’affermazione del Segretario sulla non necessità di avere un albo conferma che il meccanismo delle consulenze legali esterne più che un fatto eccezionale è un automatismo di questa amministrazione al quale chi governa questa regione non vuole porre fine”.
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