«In una intervista rilasciata recentemente – afferma il Consigliere comunale, Giovanni Gidari –  l’assessore Flaminia Tosini cerca di arrampicarsi sugli specchi per tentare di giustificare un ritardo di quasi cinque anni per l’avvio  della gestione dei  rifiuti.

Continua a voler ignorare che nel 2016 all’inizio del suo mandato di Assessore e Vicesindaco ha trovato un progetto di raccolta differenziata approvato dal Consiglio Comunale ed appaltato con gara europea che prevedeva:

> la raccolta domiciliare “Porta a Porta” per oltre 300 famiglie;

> la realizzazione e attivazione di 50 casette informatizzate fuori terra dotate di camere di video sorveglianza;

> l’attivazione delle isole ecologiche interrate;

> l’applicazione della tariffa puntuale che avrebbe permesso ai cittadini di risparmiare in base ai rifiuti prodotti;

> oltre il 65% di raccolta differenziata.

Invece di attivarsi immediatamente per avviare il servizio ha dato disposizioni all’ufficio competente di annullare il progetto già appaltato..

Tale scelta è stata dichiarata illegittima dal TAR con sentenza 4298 del 6/4/2017.

Ciò nonostante, ignorando la sentenza del TAR, ha disposto di effettuare una variante al progetto stesso facendo così pagare ai cittadini:

  • dal 2017 il servizio in questione sebbene non sia stato mai avviato;
  • le spese legali per il ricorso al TAR della ditta aggiudicataria dell’appalto revocato;
  • le spese del tecnico e del legale per la redazione della perizia di variante;
  • una maggiore spesa in discarica di oltre un milione di Euro per non aver attuato il progetto approvato che avrebbe dovuto garantire un minimo del 65% di raccolta differenziata.

Tutte queste risorse avrebbero consentito altresì il pagamento dell’aumento del costo del conferimento in discarica stabilito dalla Regione Lazio dal 2009.

I fatti succitati sono concreti e documentati agli atti del comune e l’Assessore Flaminia Tosini avrebbe dovuto dare esaurienti risposte  per non aver attivato e portato a termine il servizio raccolta rifiuti  nei giusti termini, evitando  un notevole esborso di soldi a carico dei cittadini i quali potrebbero legittimamente ricorrere alla Corte dei Conti per avere la restituzione di quanto ingiustamente pagato.

Perciò le osservazioni avanzate non sono polemiche come da lei asserito addentrandosi in altre argomentazioni riguardanti un servizio diverso da quello che avrebbe dovuto avviare ignorando le norme amministrative».