ROMA – “Si è concluso oggi in commissione Cultura l’iter della legge sui Beni immateriali con una larga condivisione tra le forze politiche in un clima costruttivo. Ora la proposta, che è il risultato dell’unificazione di due testi (uno a prima firma Mazzoli, l’altro a prima firma Russo), dovrà ricevere il parere positivo della commissione Bilancio.

 

Confidiamo che, a seguito di questo via libera, il provvedimento venga approvato in sede legislativa così da accelerare i tempi, saltando l’Aula. Un ringraziamento particolare alla presidente della commissione, la deputata Flavia Piccoli Nardelli, e alla relatrice del provvedimento, la collega Giulia Narduolo”. Così Alessandro Mazzoli (foto), deputato del Partito democratico, primo firmatario della proposta insieme ai colleghi Massimiliano Manfredi (Nola), Giovanna Sanna (Sassari) e Demetrio Battaglia (Palmi) in rappresentanza della Rete delle macchina a spalla.

 

“L’obiettivo – ricorda Mazzoli – è estendere il finanziamento dedicato ai siti italiani Unesco anche al patrimonio immateriale riconosciuto come bene dell’umanità. Grazie alla volontà del ministro Dario Franceschini e al lavoro del ministero dei Beni culturali che ha reperito risorse ad hoc , il risultato è che per il 2016 il fondo sarà aumentato di 800mila euro da utilizzare sia per i beni materiali sia per quelli immateriali”.

 

”La legge italiana numero 77 del 2006 prevede – dichiara– provvidenze economiche per la tutela dei beni italiani inseriti nell’elenco dei beni materiali. Però, non stanzia le stesse risorse per i beni immateriali, pure se inclusi nell’elenco Unesco”. La proposta avanzata, quindi, consente di superare il limite della legge 77, allargando la platea potenziale di fruizione di misure economiche anche ai beni immateriali.

 

”Dal 2013 – ricorda Mazzoli – rientra nel patrimonio culturale immateriale dell’umanità anche la Rete delle grandi macchine a spalla italiane, un’associazione che include quattro feste religiose cattoliche: la Macchina di Santa Rosa di Viterbo, la Festa dei Gigli di Nola, la Varia di Palmi e la Faradda di li Candareri di Sassari”.

 

Le risorse aggiuntive saranno disponibili per l’anno 2016 con l’impegno a intervenire nella legge di stabilità per renderle permanenti a partire dal 2017. Una volta approvate, le nuove norme saranno un punto di riferimento non solo per la programmazione del Governo e del Parlamento ma per tutti gli altri livelli istituzionali che potranno, a loro volta, intervenire sia a sostegno dei beni materiali che dei beni immateriali riconosciuti patrimonio dell’umanità dall’Unesco.

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