«Ho letto con attenzione le sette pagine di risposta della Ragioniera capo del comune di Viterbo alla mia interrogazione urgente sull’acquisto diretto di una procedura informatica per il comune di Viterbo da una nota società.

Se – osserva Luisa Ciambella, Capo gruppo PD – la qualità delle risposte si misurasse a peso mi dovrei ritenere soddisfatta, tuttavia non posso esserlo visto che tutta quella carta è stata utilizzata per fornire una debolissima giustificazione d’ufficio, che non risponde peraltro ai quesiti posti.

Infatti come si potrà vedere dalla relazione si risponde a cose non richieste, si forniscono spiegazioni ultra tecniche che spero Arena abbia avuto meno difficoltà di me a comprendere, visto che per capire nel dettaglio bisognerebbe possedere una laurea in ingegneria informatica o lavorare presso l’AGID, ma non si risponde alla vera domanda.

Perché andare in affidamento diretto per una fornitura parziale del sistema informatico comunale? Perché contravvenire a ciò che l’amministrazione ha adottato nel DUP, il documento contabile più importante dei comuni, cioè procedere ad una omogeneizzazione dei sistemi informatici per arrivare ad una efficienza reale, avendo anche le risorse programmate e stanziate dalla precedente amministrazione, con una procedura di evidenza pubblica? Perché’ tutte queste spiegazioni tecniche non hanno trovato posto nella determina di affidamento diretto? Così facendo ogni dirigente che si alza la mattina può continuare a lavorare con il “suo” sistema o con quello che preferisce senza che la mano destra sappia ciò che fa la sinistra. Impedendo così ai cittadini di avere un comune efficiente dal punto di vista dei servizi on-line. Invito la segretaria comunale, che sembrava avere dubbi sulla procedura, oltre che a occuparsi di seguire di più e meglio i suoi dirigenti ad evitare di sprecare il tempo in questioni che non afferiscono in modo particolare alla sua funzione. La invito a revocare in autotutela quella determina per evitare che l’amministrazione possa avere ulteriori problemi. La invito inoltre a inviare all’Anac (Autorità nazionale anticorruzione) gli atti per poter far valutare la procedura e inserire un elemento di serenità circa il rispetto delle regole, a partire da quelle che il comune si è dato in consiglio comunale. Sono certa che la Segretaria generale provvederà immediatamente a trasmettere il tutto, tuttavia se non dovesse trovarne il tempo mi vedrò costretta a procedere personalmente. La prerogativa di un consigliere di opposizione è anzitutto il controllo dell’amministrazione nell’interesse dei cittadini, e nonostante la diffusa “politica delle pacche sulle spalle” che vedo sta contagiando anche la dirigenza viterbese, non solo la politica, sono intenzionata a svolgere a pieno la mia funzione come è doveroso che sia e come del resto ho sempre fatto. Trovo alquanto singolare che l’aver proceduto ad un affidamento diretto sostenendo che sia tra l’altro sotto soglia e riconoscendo nello stesso atto che esistono programmi assegnati alla stessa azienda in altri settori significa automaticamente aver ammesso di aver superato il limite dell’affidamento sotto soglia previsto per legge. Ringraziando la Ragioniera capo per la lezione di cui anche i cittadini potranno fruire chiudo con un auspicio. Dopo tutta la fatica fatta per capire una relazione così oltremodo e in maniera non richiesta dettagliata, spero che le informazioni prodotte siano complete e che non manchino per esempio contenuti specifici che potrebbero indurre ad una valutazione diversa. I criteri Agid sono fondamentali ma siamo certi che siano stati considerati tutti e tutti coloro che possiedono i requisiti? Ecco perché le procedure pubbliche esistono, per garantire trasparenza, evitare arbitrio e spendere meno e meglio, affinché tutto questo sia comprensibile a tutti in maniera oggettiva.

Si sa, quando la politica vuole fuggire alle sue responsabilità si rivolge alla tecnica, questa volta non so se sia la tecnica addirittura ad aver superato la politica. Staremo a vedere».