VITERBO – Non ha mancato di scatenare polemiche il manifesto di Viterbo Venti Venti relativo alla questione immigrati.

Polemiche che qualcuno ha ben pensato di esternare in maniera visibile e lampante imbrattando lo stesso con una scritta incivile ed offensiva verso i fautori del manifesto.

Immediata la reazione del movimento civico, con Chiara Frontini che ha tenuto a ribadire la posizione di Viterbo Venti Venti sul tema in questione: “Questo manifesto – spiega – dà voce a tanti cittadini e, come è evidente, non è per nulla razzista. Ovviamente le frasi utilizzate per la realizzazione dello stesso sono ad effetto e tese a far riflettere i cittadini su quanto sta accadendo nella nostra città. Una città che, per demerito dell’amministrazione comunale, non sta affrontando il problema nel modo giusto. Le condizioni e le modalità di accoglienza non sono infatti adeguate e se dovesse essere confermato l’arrivo di altri 1300 migranti in estate di certo si assisterebbe a un inasprimento del problema a livello gestionale. Se fossi stata nel sindaco avrei tentato quanto meno di esternare il mio malcontento con ogni mezzo , senza disdegnare la possibilità di forzare i rapporti istituzionali con la Prefettura”.

Dopo aver sottolineato come l’offesa scritta sul manifesto non rallenterà in nessun modo l’azione del suo movimento, Frontini chiarisce un ulteriore aspetto legato alle politiche di accoglienza messe in piedi a Viterbo. “Per mettere in atto questa lacunosa politica di accoglienza – spiega – sono stati utilizzati dei fondi statali che avrebbero potuto essere impiegati per i servizi ai cittadini. Con questo manifesto, e non solo, Viterbo Venti Venti rivendica pertanto la priorità ai servizi rivolti alla cittadinanza. Prima i viterbesi, poi tutto il resto”.

Non manca un accenno alla questione legata al business fondato sulla gestione degli immigrati. “Innanzitutto – conclude Frontini – ritengo inaccettabile che la Prefettura ci abbia impedito di conoscere l’ammontare della spesa sostenuta per il campo all’ex fiera; campo su cui tra l’altro pende un’ipotesi di abusivismo. Oltre a ciò, cooperative, imprese e privati che, seppur in maniera legittima, guadagnano sull’accoglienza devono capire che Viterbo non è un albergo. A queste persone rispondiamo pertanto che noi, a differenza degli altri, con i migranti non ci guadagniamo nulla e che pertanto continueremo la nostra battaglia contro un’accoglienza incontrollata”.

Massimiliano Chindemi

Il manifesto di Viterbo Venti Venti imbrattato con una scritta offensiva