Corteo con partenza alle ore 16 da Piazza delle Erbe: sette soste con lettura di documenti

Venerdì 8 marzo, Giornata Internazionale della Donna, ci sarà anche a Viterbo lo sciopero femminista al grido di «Non una di meno!» che si svolge in tutto il mondo. La manifestazione è in programma alle ore 16 in Piazza delle Erbe, da cui partirà un corteo in centro città percorrendo Corso Italia, Piazza Giuseppe Verdi, Via Marconi, Piazza dei Caduti, Via Ascenzi, Piazza del Plebiscito, Via Roma e ritorno in Piazza delle Erbe. Previste sette soste, durante le quali saranno letti dei documenti inerenti al tema.

Interrompiamo ogni attività lavorativa e di cura, formale o informale, gratuita o retribuita – spiegano i promotori –  e portiamo lo sciopero sui posti di lavoro e nelle case, nelle scuole e nelle università, negli ospedali e nelle piazze. Incrociamo le braccia e rifiutiamo i ruoli e le gerarchie di genere. Lo sciopero è la risposta a tutte le forme di violenza che sistematicamente colpiscono le nostre vite, in famiglia, sui posti di lavoro, per strada, negli ospedali, nelle scuole, dentro e fuori i confini“.

Femminicidi, stupri, insulti e molestie per strada e sui posti di lavoro, violenza domestica, discriminazione e violenza sulle donne disabili, il permesso di soggiorno condizionato al matrimonio, infiniti ostacoli per accedere all’aborto, pratiche mediche e psichiatriche violente sui corpi e sulle vite delle donne, precarietà che diventa doppio carico di lavoro e salari dimezzati, un welfare ormai inesistente che si scarica sul lavoro di cura gratuito e sfruttato nell’impoverimento generale: “Contro questa violenza strutturale, che nega la nostra libertà, noi scioperiamo – proseguono –  Rivendichiamo un reddito di autodeterminazione, un salario minimo europeo e un welfare universale. Vogliamo aborto libero sicuro e gratuito. Vogliamo autonomia e libertà di scelta sulle nostre vite, vogliamo ridistribuire il carico del lavoro di cura. Vogliamo essere libere di andare dove vogliamo senza avere paura, di muoverci e di restare contro la violenza razzista e istituzionale. Vogliamo un permesso di soggiorno europeo senza condizioni. Con lo sciopero dal lavoro produttivo e riproduttivo bloccheremo ogni ambito in cui si riproduce violenza economica, psicologica e fisica sulle donne. Scioperiamo per inventare un tempo nuovo“.

Le donne che non potranno scioperare sono invitate a indossare comunque qualcosa di fucsia, come segno di adesione.

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