ACQUAPENDENTE  – Erano gli oramai lontani anni ottanta, non c’era ancora il cellulare, e tanto meno lo smarthphone, ma ad oriente albeggiava un qualcosa che musicalmente parlando sembrava dovesse rivoluzionare l’ascolto della musica: il compact disc o cd . Pubblicizzato allora come l’erede che avrebbe definitivamente smantellato la gloriosa carriera del disco in vinile, ed avrebbe materializzato l’idea di inserire molti dati e molta musica su un supporto incredibilmente piccolo ed affidabile, passati gli anni, possiamo sicuramente dire che tali previsioni si sono avverate solo in parte .

 

Infatti, a ben vedere, il percorso della creazione di supporti multimediali sempre più piccoli con capacità di memoria sempre più elevate allora iniziato, si è velocemente evoluto (il cd oramai è quasi preistoria),ma la carriera del vinile o LP ,come veniva allora presentato, si è tutt’altro che conclusa .

 

Dopo i facili entusiasmi del momento, purtroppo sul cd sono cominciati a cadere da subito gli strali di super tecnici e super esperti che già allora ponevano seri dubbi sulla pretesa superiorità del disco specchiato ,tanto che, appunto in pieno successo, lo stesso veniva già affiancato da laser disc e quant’altro nasceva più avanti dalle supersoniche e fervide menti dei produttori della silicon valley .

 

Al vinile l’onore del presunto sconfitto che, come Gandalf il grigio nella saga degli Anelli cade penosamente nel burrone di fuoco ma riappare in bianche vesti ancora più imponente , così il 33 giri dalla presunta fine acquisisce gloria e si nobilita .

 

Eh si , dal momento che oggi, seppur la musica si scarica a pagamento regolarmente dalla rete, non c’è grande popstar che non voglia l’esordio del proprio nuovo progetto musicale accompagnata anche dal vecchio vinile ,in edizione magari limitata e per veri musicofili di lungo corso .

 

Se avete vecchi dischi in soffitta spolverateli e portateli alla G.F.B. dove dal 01 al 09 agosto potrete vedere, toccare, ed ascoltare la storia della musica, e capire, appunto, le ragioni di una mancata sconfitta, visitando la seconda edizione della esposizione di vecchi, ma assolutamente ancora vivi, 78, 33 , e 45 giri tratti dalla collezione privata di Massimo Collalti, un non più giovane musicofilo incallito , sicuramente un po’ recalcitrante alle novità, che in veste di produttore ed organizzatore della mostra, ci farà rivivere momenti gloriosi della ns storia a sette note. Se avete più di 40 anni la presenza è obbligatoria . Un po’ di malinconia pure.

 

Info:
3341806595 Massimo
3291644501 Giulio

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