CELLERE – Festeggiare il compleanno di una centenaria è un grande momento di gioia per l’interessata stessa e per i familiari, ma anche per tutti i concittadini, da quelli più anziani a quelli più giovani. A Cellere, il prestigioso avvenimento viene celebrato per la quarta volta, dopo che l’ambito traguardo è stato già raggiunto da Francesco Olimpieri nel 2007, da Italia Radicetti nel 2009 e da Antonio Catani nel 2014.

 

Ora è il turno di Caterina Luci, nata il 17 gennaio 2015, alla quale tutti ci sentiamo particolarmente affezionati, conoscendo molto bene il suo lungo e tormentato percorso di vita; dico tormentato perché per lei la vita non è stata sempre benevola, avendo dovuto superare con forza e con rassegnazione dure prove: la morte di figli, marito e familiari. Questi dolori hanno indubbiamente procurato uno scossone al suo spirito, però Caterina è riuscita a superare tutti i momenti difficili e a guardare sempre avanti: merito certamente dell’aiuto divino, ma anche del suo carattere gioviale e sereno.

 

Ancor oggi si dimostra pienamente lucida di mente, fresca nella carnagione e desiderosa di proseguire con entusiasmo la sua già lunga esperienza di vita. Tutto è finora avvenuto grazie al suo invidiabile carattere, ma anche a causa del sicuro e amorevole sostegno elargito dal figlio Andrea, dalla nuora Lella (Maddalena Rosati), dal genero Fiore Fumasoli, dai nipoti tutti e dalla fida badante. Possiamo dunque dire che oggi, oltre a Caterina, si festeggia anche il suo nucleo familiare, che non le ha mai fatto mancare il necessario, dagli aiuti esteriori a quelli più intimi dell’affetto.

 

Io, personalmente, conservo dei nitidi ricordi di Caterina e dei suoi figli, a cominciare da quando mi recavo a scuola (in quel tempo in piazza Castelfidardo), per cui dovevo inevitabilmente superare la torre dell’orologio e, lì sulla sinistra, passare davanti all’abitazione di Caterina, intenta alle faccende domestiche mattutine, mentre il figlio, il piccolo Annibale, in piedi su una sedia, sgrufava (rovistava) nella cristalliera per cercare non so che cosa. Io e i miei compagni ridevamo per quel simpatico spettacolino e ci recavamo a scuola di buonumore: chi avrebbe mai pensato di dover trasmettere anche a voi quegli innocenti quadretti di vita familiare, dopo sessant’anni e più di lungo tragitto di vita! E Caterina, la nostra cara festeggiata, era lì in quella sua casetta, e oggi che scrivo è ancora lì, ed io mi sento onorato di poter interpretare con queste mie righe l’affetto dell’intera popolazione cellerese.

 

Forza Caterina, sempre avanti! Noi te lo auguriamo di vero cuore, e tu prosegui con serenità e con salute quel cammino che ti fa iniziare il secondo secolo di vita: l’augurio potrà certamente avverarsi perché ancora sei in forma, sei vitale e, soprattutto, conservi una piena e invidiabile lucidità di mente. In tuo onore, voglio qui riportare una mia poesia opportunamente aggiornata e dedicata a te e a tutti i celleresi che hanno compiuto e compiranno un secolo di vita: i prestigiosi 100 anni. L’Amministrazione comunale di Cellere, sempre sensibile e pronta a sottolineare gli avvenimenti che caratterizzano il nostro paese, ha voluto donare a Caterina una targa ricordo.

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