VITERBO – Come tutti sappiamo bene, la pratica di un qualsiasi sport si rivela spesso un toccasana per la salute, poiché l’attività fisica favorisce il mantenimento di un buono stato fisico e mentale.
Sono attualmente moltissimi i portali web e i forum che descrivono i numerosi vantaggi legati allo sport, ma raramente si parla dei disturbi associati all’alterazione della percezione del proprio aspetto fisico, un preoccupante fenomeno in crescita sia nel nostro paese, sia nel resto d’Europa.
Quando si affrontano queste tematiche, spesso si tende a generalizzare, pensando che questo genere di disturbi possa sfociare solamente nelle patologie più conosciute come la bulimia o l’anoressia.
In realtà, oggi esistono delle patologie del tutto nuove, costituite sia dalle tipiche caratteristiche dei disturbi alimentari, sia da quelle dei disturbi comportamentali.
Il fenomeno di cui parliamo è quello della vigoressia, ovvero lo sviluppo dell’ossessione per un fisico scultoreo, caratterizzato da una muscolatura eccessiva e il conseguente insieme di comportamenti dannosi finalizzato al raggiungimento di tale obiettivo.
Sebbene se ne parli poco, quello della vigoressia sta diventando un disturbo sempre più diffuso specialmente tra i giovani, con circa 60.000 casi registrati solamente in Italia.
Le ragioni della preoccupante crescita di questo disturbo tra i giovanissimi sono da ricercarsi nell’errata convinzione che possedere un fisico atletico e prestante possa favorire la realizzazione personale. A conferma di quanto detto vi sono i dati provenienti da un sondaggio indirizzato dal Telefono Azzurro a 1.500 ragazzi con età compresa tra gli 11 e i 19 anni: il 42% dei soggetti ha dichiarato che lo sviluppo di un fisico possente si rivela essenziale per il raggiungimento della propria felicità.
Dai dati raccolti emerge l’importanza di fare luce sugli aspetti caratterizzanti della vigoressia, così da poterli distinguere da quelli di un normale atleta dedito ad un sano esercizio fisico.

Vigoressia: come riconoscere i sintomi

La differenza principale tra l’atleta sano e il soggetto vigoressico riguarda l’approccio mentale allo sport: mentre lo sportivo presta un’attenzione sana al raggiungimento di una forma fisica ideale e di un corpo muscoloso, il vigoressico tende a scansare qualsiasi altro tipo di interesse per concentrarsi solamente sullo sviluppo della propria muscolatura, arrivando a cambiare radicalmente stile di vita e abitudini in funzione di un fisico virile. I soggetti vigoressici prediligono infatti le discipline che prevedono un lavoro fisico basato sullo sviluppo della forza, ad esempio il body building, in cui si tende a ridurre il grasso corporeo potenziando la muscolatura.
In termini comportamentali, il soggetto vigoressico trascorre molte ore in palestra ogni giorno e presta una particolare attenzione alla propria dieta, che spesso si prescrive da solo senza il parere di un esperto. In questi casi, complice una propaganda smodata dei prodotti altamente proteici come gli integratori, il soggetto vigoressico finisce per assumere una quantità eccessiva di proteine con ripercussioni anche gravi sul suo stato di salute.
Ma quali sono i reali pericoli ai quali sono soggetti i giovani che soffrono di vigoressia?

I pericoli della vigoressia

È chiaro che le ragioni di questo disturbo siano da ricercarsi nell’ideale di mascolinità promosso su larga scala dai media, dove atleti e modelli vengono ingaggiati allo scopo di attirare l’attenzione del pubblico, sottolineando l’errato concetto che possedere un fisico scultoreo sia essenziale per ottenere successo nella vita. Questo si traduce in un forte stress per i ragazzi più suscettibili, che tenderanno a voler raggiungere gli standard estetici promossi in televisione per sentirsi più adeguati.
Un simile stato di frustrazione può portare il soggetto ad alterare completamente la visione del proprio aspetto, scatenando comportamenti anche pericolosi.
È chiaro che dietro l’insorgere di una patologia del genere vi sia uno stato di totale insicurezza in cui il soggetto vive e che lo induce a credere di poter affermare sé stesso e il proprio valore attraverso lo sviluppo di un fisico prestante e forte, che lo renda maggiormente appetibile.
Se non viene trattata, la vigoressia può portare all’insorgere di patologie anche gravi che possono interessare tanto il corpo quanto la mente.
I pericoli fisici sono legati all’eccessivo esercizio al quale il soggetto vigoressico si sottopone quotidianamente: a lungo andare, il fisico risente dell’abuso dell’attività fisica e i muscoli e le articolazioni saranno maggiormente soggetti agli infortuni. Inoltre, l’eccessivo sforzo si ripercuote anche sulla capacità cardiaca del soggetto e sull’intero sistema circolatorio.
Ma i problemi non finiscono qui: anche l’alimentazione sbagliata, se prolungata, può compromettere le condizioni di salute del soggetto (l’assunzione eccessiva di proteine può danneggiare irreparabilmente anche il fegato). In più, se si aggiunge anche l’abuso di integratori alimentari con metodi e quantità di somministrazione fai da te, non si può di certo escludere l’eventualità di un’intossicazione.
Per quanto riguarda le ripercussioni mentali, queste sono forse peggiori di quelle fisiche. La vigoressia è spesso accompagnata da stati di frustrazione molto spiccati, legati all’impossibilità del soggetto di raggiungere gli standard desiderati, con conseguenti stati di rabbia, confusione e volubilità che possono sfociare anche in comportamenti pericolosi. Le ripercussioni interessano chiaramente anche la vita sociale dei soggetti vigoressici, che tendono a trascurare ogni altro aspetto della loro vita, tra cui la famiglia, gli amici e il lavoro, per dedicare ogni momento all’allenamento.
A lungo andare, un atteggiamento del genere può condurre ad uno stato di alienazione e di isolamento, con il rischio di compromettere anche la capacità del soggetto di interagire con i suoi coetanei.

Combattere la vigoressia vivendo lo sport in modo sano

Per evitare che il vigoressico danneggi la sua salute in modo irreparabile, si rende necessario il ricorso ad una sorta di rieducazione allo sport, persuadendo il soggetto ad accettare il problema.
La cosa migliore è quella di rivolgersi ai professionisti del campo, psicologi e nutrizionisti, che sappiano analizzare da più punti di vista le reali cause del disturbo, fornendo al soggetto anche un valido supporto nella fase di recupero. L’obiettivo, al di là dell’accettazione del problema da parte del soggetto, è quello di riavvicinarlo ad un approccio sano con lo sport. Dopotutto, il vigoressico è abituato all’attività fisica e sarebbe impensabile impedirgli di praticarla da un giorno all’altro.
Si deve piuttosto rinnovare l’approccio allo sport, cercando un’attività che stimoli il soggetto in modo positivo.
Le attività semplici come la corsa possono rivelarsi di grande aiuto, magari con l’ausilio dei moderni tapis roulant che permettano di monitorare i parametri fisici del soggetto durante l’allenamento. Per saperne di più circa le modalità di recupero tramite gli innovativi software di cui sono dotati i tapis roulant di ultima generazione, si consiglia di consultare il sito Tapisroulantstore.it, un portale che tratta in modo approfondito le tematiche relative a tutti gli aspetti dell’allenamento con il tapis roulant, il funzionamento dei vari tappeti e l’ampia gamma di funzioni offerta da questi macchinari. In questo modo, l’allenamento potrà essere personalizzato in ogni suo aspetto, impostando i limiti oltre i quali il soggetto non potrà spingersi e adeguando gli esercizi in base alle sue caratteristiche e agli obiettivi prefissati. Cosi facendo, il vigoressico potrà sperimentare pian piano i reali benefici di un’attività fisica sana e soprattutto priva di
rischi.

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