La commedia “Càsina” di Plauto l’ultimo progetto al quale Antonio Salines si è dedicato prima della sua improvvisa scomparsa, avvenuta lo scorso 22 giugno, è andata in scena a Ferento nell’interpretazione di Mariano Rigillo e Anna Teresa Rossini per la regia di Carlo Emilio Lerici, riscuotendo notevoli consensi dal pubblico.

È stato lo spettacolo conclusivo della 56a stagione estiva di Ferento -– Tramonti in scena- organizzata dal Consorzio Teatro Tuscia con il sostegno del Comune di Viterbo, della Fondazione Carivit e dell’Ance di Viterbo,con la direzione artistica di Patrizia Natale.

Lo spettacolo Càsina è stato magistralmente interpretato da Mario Rigillo nel ruolo del protagonista Lisidamo, originariamente destinato proprio a Salines. Rigillo è stato accompagnato da un cast di collaudata brillante esperienza composto da Anna Teresa Rossini, Valentina Martino Ghiglia e Susy Sergiacomo nei ruoli delle tre astute comari, Roberto Tesconi, Fabrizio Bordignon nei ruoli dei due servi litigiosi e Tonino Tosto nel ruolo dell’amico condiscendente.

I costumi, a suggerire un’immagine ideale delle scene, sono stati curati da Annalisa Di Piero. Le musiche firmate da Francesco Verdinelli. L’adattamento e la regia di Carlo Emilio Lerici.

La commedia è stata molto divertente sia nei dialoghi all’interno della storia sia per i personaggi un po’ grotteschi, estremizzati nei loro caratteri, ma anche per gli scherzi al “vecchio Lisidamo ” che ha divertito il pubblico che non ha mancato di applaudire il lavoro.

La trama per chi ha perso la serata è: Càsina, orfana cresciuta da Lisidamo e da sua moglie Cleòstrata, diventa una splendida fanciulla concupita sia da Lisidamo che da suo figlio. Non potendo sposare Càsina essi stessi, Lisidamo in quanto già sposato e suo figlio perché la fanciulla è una schiava, tentano entrambi di combinare delle nozze di copertura ciascuno con un servo fedele (Olimpione e Calino) così da poter godere della fanciulla senza problemi. Ovviamente la scaltra Cleòstrata, compreso il piano del marito, con l’aiuto dell’amica Mirrina e della serva Pardalisca, riuscirà a sbeffeggiarlo a dovere e a farlo vergognare a tal punto da pentirsi di aver desiderato un’altra donna.