Nuovo appuntamento con l’evento organizzato dai giovani del Fondo Ambiente Italiano: 250 città aprono le porte di 660 fra borghi, palazzi, castelli, giardini e capolavori architettonici di solito inaccessibili o poco valorizzati. Unico luogo nella provincia di Viterbo il Borgo antico di Celleno

Sabato 13 e domenica 14 ottobre tornano le Giornate Fai d’Autunno con un menu ancora più ricco di luoghi inaccessibili, poco noti o scarsamente valorizzati in giro per l’Italia. Visitabili, come nel caso delle gemelle e celebri Giornate di Primavera, grazie ad aperture straordinarie o percorsi organizzati ad hoc. Un fine settimana per fermarsi almeno qualche ora sulle bellezze nascoste del Paese, che troppo spesso diamo per scontate o neanche conosciamo, con un cartellone colossale che toccherà 250 città italiane per un totale di 660 luoghi coinvolti in tutte le regioni.

Tra i luoghi segreti selezionati dal FAI quest’anno c’è il Borgo di Celleno, unico selezionato nella provincia di Viterbo.

La visita sarà possibile grazie al Gruppo FAI Giovani di Viterbo e agli Apprendisti Ciceroni del Liceo “Buratti”; Unitus.

Sarà disponibile anche una guida in ligua inglese.

L’antico abitato, nel rispetto dell’urbanistica medievale, è concepito in strette vie in tufo rossiccio e piccole case prive d’intonaco e nei resti di palazzi in pietra di basalto della vicina Bagnoregio e i mattoni prodotti nelle fornaci locali. Anche se è probabile la presenza di un insediamento sin dall’età etrusco-romana, le prime specifiche notizie riguardo alla fondazione del castello di Celleno risalgono all’anno 1026. All’inizio del XII secolo il castello di Celleno risulta incluso nell’elenco dei luoghi alleati della Chiesa contro la minaccia imperiale, per poi passare sotto l’egemonia del potente Comune di Viterbo rimanendo coinvolto in varie vicende belliche. Durante il Trecento il castello conobbe le alterne vicende della rivalità tra Guelfi e Ghibellini; nel XV secolo divenne possedimento della famiglia Gatti e successivamente fu feudo degli Orsini, famiglia dalla quale prende ancora il nome. Dalla fine del Cinquecento Celleno venne riassorbito dallo Stato Pontificio.

Orario

Sabato: 10:00 – 17:00 (ultimo ingresso 16:30)

Domenica: 10:00 – 17:00 (ultimo ingresso 16:30)

Attenzione: in caso di grande affluenza gli ingressi potrebbero essere sospesi prima dell’orario di chiusura indicato

 

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