GALLESE – Martedì 5 gennaio la Banda Musicale Città di Gallese, intonando l’ancestrale Pasquarella, una melodia di cui non si conosce l’autore ma la cui scrittura si perde nella “notte dei tempi”, accompagnerà la Befana che distribuirà dolci ai bambini.

 

La Pasquarella è un canto legato ai rituali di questua del solstizio d’inverno, che si lega a testimonianze vive di un cultura popolare che è giusto recuperare nella sua interezza e nel suo reale significato. Il termine, prende il nome dall’Epifania, anche detta “prima Pasqua del Signore”.

 

Il canto della Pasquarella veniva portato a Gallese da squadre di “cantori”, casa per casa, come augurio di salute, di benessere e di abbondanza, in cambio di piccole offerte di denaro, cibo e vino, destinati al pranzo che conclude la festa. Di solito veniva cantato la vigilia dell’Epifania (5 gennaio), da gruppi di questuanti composti solo di voci maschili, accompagnati da strumenti come l’organetto, la fisarmonica, la chitarra, il tamburo e i cembali.

 

I canti di questua sono eventi rituali strettamente legati al ciclo della natura che nasce, muore e risorge e sintetizzano lo stesso ciclo vitale dell’uomo. I caratteri rituali di simili consuetudini sono evidenti: si tratta di forme di propiziazione legate a credenze pre-cristiane e ad antichi riti di fertilità, divenute poi parte integrante delle tradizioni cristiane.

 

Purtroppo, nella società odierna , questi riti antichi stanno scomparendo e con essi anche il ricordo delle tradizioni; così per evitare che ciò avvenga ogni anno l’Associazione Musicale “Marco Spoletini” con la Banda Città di Gallese, il 5 gennaio, accompagnando la Befana che regala dolcetti ai più piccoli, fa ascoltare a queste nuove generazioni il tradizionale motivetto della Pasquarella, nella speranza che questo rimanga nei loro ricordi e che poi venga tramandato.

 

E’ possibili visionare un documentario sulla Pasquarella a Gallese utilizzando il seguente link: https://www.youtube.com/watch?v=9549V136M9I. Buona musica a tutti.

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