Barbara Bianchi

 

VITERBO – “Rosa vive con noi…viva…Rosa vive con noi…forza e amore!”. Quando la musica parte, il giovane facchino Christian non si fa prendere certo dall’emozione. La sua voce non trema, le spalle sono dritte, nonostante di fronte a lui ci sia un intero quartiere, Santa Barbara, in silenzio, ad ascoltare. Dietro, la splendida “Diva Rosa”, illuminata da decine di candele e luci, pronta ad essere portata in trionfo. “E stasera Santa Rosa è la più felice di tutti, come una bambina quando passeggia sulle spalle dei genitori”, scherza Don Alfredo, cappellano dei facchini.

 

Prima di lui, a parlare, il presidente del comitato per i festeggiamenti del Pilastro, che si rivolge direttamente al suo collega Terzoli: “Mi raccomando: stasera hai tu le redini di tutto. Ma so che ce la puoi fare. Sei un padre generoso, un marito retto, un lavoratore. Ma prima di tutto questo, sei un facchino. Guida questi piccolini per le strade del quartiere, come faresti con i tuoi figli.”. Negli occhi del capofacchino Diego Terzoli, l’emozione trapela. Una scrollata di spalle, un respiro profondo e via. Fila dopo fila i giovani leoni vengono chiamati a prendere il loro posto. Tutti accovacciati, nessuno ancora tocca la Macchina. I comandi del capofacchino sono chiari.

 

“Con Santa Rosa. Per Santa Rosa. In Santa Rosa. Accapezzate il ciuffo” urla Terzoli. Il silenzio nella piazza è totale. Tutti in attesa della frase più bella, che non tarda ad arrivare. “Sollevate e fermi.”. La Macchina si alza, una pioggia di petali rossi fa da cornice allo scroscio di applausi del pubblico.

 

Un secco “avanti!” scandisce i passi dei minifacchini, che senza alcuna difficoltà, alle 21,42, raggiungono la prima delle dieci tappe previste per il nuovo percorso. “Modificato rispetto allo scorso anno perché troppo lungo – commenta il capofacchino Terzoli – i piccoli arrivavano stanchissimi alla fine e le ultime tappe erano decisamente insostenibili.”.

 

Poche battute, qualche goccio d’acqua e si riparte. Alle 21.48 Santa Rosa è di nuovo sulle spalle dei piccoli facchini. Tappe brevi e soste di sette, otto minuti per far riposare tutti e permettere all’intero quartiere di ammirare la splendida “Diva Rosa”. Che, alla sua seconda edizione, registra già numeri da capogiro, eguagliando le più anziane ‘colleghe’ del Pilastro e del Centro storico.

 

Via lega dei dodici popoli, piazzale dei buccheri, via degli etruschi e piazzale Porsenna. L’intero percorso è coperto in meno di due ore. Senza intoppi, senza sbavature.

 

La felicità negli occhi di tutti è palpabile. “Anche quest’anno abbiamo compiuto il miracolo”, commenta il capofacchino, tra abbracci e strette di mano. Ha le lacrime agli occhi. Ma forse i più contenti sono loro, quei leoni bianchi e rossi che tra la folla cercano gli amici di scuola, genitori e familiari per prendersi tutti i meriti della loro impresa.

 

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