Barbara Bianchi

 

VITERBO – “Semo tutti de ‘n sentimento?”. Sono le 21,40 quando il grido del Capofacchino Loddo squarcia il silenzio del piazzale dell’Okay Center. La Minimacchina “Spirale di Fede” è illuminata, i piccoli facchini del Pilastro sono pronti, in fila per quattro, braccia incrociate le une alle altre. Nei loro occhi l’emozione è tanta. Continuano a fissare la Macchina davanti a loro: gli sguardi la percorrono tutta, dalla base fino in cima. Vanno a cercare la loro Santa, per un’ultima preghiera, per un ultimo pensiero. La domanda non li coglie impreparati, il “Si!” esce dalle loro bocche all’unisono.

 

Tutto è pronto. Una fila dopo l’altra, tutti i piccoli leoni trovano posto ai lati della macchina. Le spallette sono posizionate. Tocca ora ai ciuffi. Un altro comando deciso. “Accapezzate il ciuffo!”. Poi sotto. La Minimacchina del Pilastro è pronta del partire. Sono le 21,46 quando Celestini, figlio di Nello cui è stato dedicato il trasporto, richiama l’attenzione di tutti. “Sotto col ciuffo e fermi.”. Pochi secondi e poi “Sollevate e fermi!”.

 

La Macchina si alza decisa e la risposta del pubblico non tarda ad arrivare. Applausi, lacrime di commozione. C’è chi grida il nome del figlio, chi del nipote, consapevole dell’impresa che si sta accingendo a compiere.

 

I primi passi in avanti sono quelli più difficili: c’è l’emozione, c’è l’adrenalina, c’è la paura. Ma niente è più forte della devozione e del sentimento che accomuna tutti. E allora, pochi minuti più tardi, la Macchina è già poggiata nuovamente sui cavalletti. La prima tappa è stata raggiunta. I ragazzi possono uscire dalle loro postazioni. Il ghiaccio è rotto.

 

C’è chi beve, chi va a cercare tra la folla, volti conosciuti. Chi si fa mettere del ghiaccio spray sul collo o sulle spalle.

 

Poi si riparte. Via Rossi è ormai alle spalle. Non rimane che affrontare Via Cristofori e via Volta. Un’ora circa per coprire tale percorso, tra applausi e complimenti della folla. C’è gente affacciata al balcone, gente in strada. Poi, alle 22,43 l’arrivo in Viale Buozzi. “Spirale di Fede” scopre all’improvviso la curva e squarcia il buio dello stradone alberato. Tutti in strada per fare fotografie e complimentarsi con facchini e capofacchino, che non abbandona mai i suoi ‘figliocci’.

 

L’arrivo a destinazione, dopo la girata dedicata ai malati di cancro, è intorno alle 23,30. “E’ sempre una fortissima emozione – commenta il Sindaco, subito dopo la fine del trasporto – c’è qualcosa di magico negli occhi e nel comportamento di questi ragazzi. L’amore per una città. Una devozione in cui riconoscersi.”.

 

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