Questa mattina alle 11 presso il Comando provinciale dei Carabinieri di Viterbo don Emanuele della Diocesi di Viterbo ha benedetto l’immagine della Virgo Fidelis ed ha pronunciato un breve sermone alla presenza del Comandante Provinciale dei Carabinieri di Viterbo Colonnello Andrea Antonazzo del Comandante della Compagnia e del Comandante di Stazione in rappresentanza di tutti i Carabinieri del Comando Provinciale oltre al Presidente ed il Coordinatore Provinciali della ANC di Viterbo.

A causa delle norme sulla pandemia del Covid la cerimonia religiosa in omaggio alla Vigo Fidelis patrona dei Carabinieri è stata organizzata in forma ridotta presso la parrocchia di San Valentino e Ilario, ad officiare la celebrazione il Vescovo di Viterbo monsignor Lino Fumagalli.

Quest’ anno il ricordo della Patrona Virgo Fidelis si è limitato ad una ridotta celebrazione con una benedizione per il rispetto delle normative sanitarie vigenti sul contenimento della pandemia da “coronavirus“; è stata evocata dal Comandante della Compagnia dei Carabinieri di Viterbo Capitano Felice Bucalo l’epica battaglia di Culqualber che ebbe il suo epilogo proprio il 21 novembre del 1941.

Il Comandante provinciale ha ricordato i valori di solidarietà e vicinanza con la popolazione tra il personale che devono caratterizzare l’opera quotidiana dei militari dell’Arma.

L’11 novembre 1949, Pio XII promulga un Breve apostolico con il quale attribuisce l’appellativo di “fedele” alla beata Vergine Maria assurta a patrona dell’Arma dei Carabinieri d’Italia. Il titolo di fidelis, con il quale si rende culto alla Santa Protettrice, è ispirato al motto militare “nei secoli fedele”, coniato nel 1914 e infine concesso da Vittorio Emanuele III nel 1933 come motto araldico. Questa concessione si verifica in applicazione alla legge del 1932 sull’assegnazione dei Santi Patroni dell’Esercito italiano.
Giovanni XXIII, ricordando la volontà del suo predecessore di costituire nella Virgo Fidelis la «celeste Patrona», a sua volta ha apprezzato il significato di quella definizione che coglie a pieno l’idea che anima il «simbolo prezioso» dell’Arma, ossia la «fedeltà». A pochi mesi dall’elevazione al soglio pontificio, Papa Roncalli asserisce che quella “fedeltà” è «modellata costantemente sugli esempi perfetti e silenziosi della Madonna». La Madonna che si «offre a Dio, conscia dei suoi doveri e fedele», è l’immagine perfetta da contemplare. La Vergine Maria, nella sua funzione d’intercessione, è ammirata da chi nell’Arma dei Carabinieri svolge una vita «umile e piena di sacrifici»