Ricordate la scena del famoso film in cui il Titanic affondava e l’orchestra continuava a suonare? Quella è la rappresentazione esatta di quello che accadrà con il nuovo piano del commercio.

La maggioranza ha votato favorevolmente (tappandosi il naso) un piano fortemente voluto solo da una esigua “minoranza nella maggioranza”. Ne è riprova l’astensione del consigliere Purchiaroni (FI) che definisce il piano “un mostro” che aggrava ancor di più la situazione per esercenti, residenti e turisti. Per gli altri solo un voto di fiducia. A denti stretti però .

E’ chiaro a tutti ormai – prosegue Massimo Erbetti, Consigliere Comunale M5S – che questo regolamento scontenterà la maggior parte della cittadinanza e non solo , perché redatto senza un minimo di programmazione a lungo termine , senza pianificazione , con il solo scopo di tamponare una situazione che, ad oggi certo problematica , non trarrà beneficio alcuno dalla sua entrata in vigore .

Cittadini residenti nel centro , in particolare nella zona di tutela speciale :

Alcuni cittadini della zona a tutela speciale si sono detti favorevoli a questo piano , non hanno però considerato che non cambierà nulla a livello di quiete pubblica . Perché se è vero che i “cosiddetti bar” (come li definisce l’amministrazione) già esistenti, saranno costretti a chiudere alle 24 (alle 01 d’estate), non vale lo stesso per i ristoranti, a cui la licenza non vieta di effettuare lo stesso servizio dei bar. Con orari più ampi rispetto agli stessi. Andando quindi a colmare una lacuna nelle fasce orarie che resterebbero scoperte. Quella con gli introiti maggiori .
Anche quei bar per cui si è voluta redigere una parte dell’articolo 11 (diciamolo chiaramente), comunque , avranno la possibilità di rimanere aperti oltre la fascia oraria stabilita dal piano .
Perché potranno fare richiesta di deroga sull’orario. Quelli che già hanno la deroga la vedranno decadere , potranno però richiederne una nuova .
Si è voluta poi vietare l’apertura delle attività artigianali di tipo alimentare . Gelaterie, pizzerie al taglio, pasticcerie ecc. a che pro? Pensiamo veramente che siano queste attività le principali fonti di disturbo della quiete pubblica? vista la diversa tipologia degli avventori. Contemporaneamente non si prevede in maniera concreta un’agevolazione per le altre tipologie di attività ,quelle non alimentari .
Buoni propositi ce ne sono ma solo quelli, perché non si stabiliscono dati economici precisi. Si farà se possibile. Anche mai, per rimanere in tema le potremmo definire promesse da marinaio.
Quindi:
Risultato a lungo termine? desertificazione della zona di tutela speciale, altrimenti, con le deroghe, nessun cambiamento, comunque vada tutti perdono.
Non andrà comunque meglio agli esercenti, perché chi ha investito economicamente in attività di somministrazione di alimenti e bevande era ben consapevole quale fosse il mercato al momento di iniziare l’impresa commerciale. Si vedrà ora svanire una parte sostanziale degli incassi, perché è facilmente prevedibile che la maggior parte del pubblico, con i nuovi orari stabiliti, non cambierà abitudini ma zona.
Altro fattore inquietante . Come già evidenziato poco sopra, i locali di somministrazione già esistenti potranno chiedere delle deroghe sull’orario. Che non saranno automatiche. Si deciderà di caso in caso. Quindi il rischio è che chi si vedrà negata la deroga (non per motivo di ordine pubblico), potrebbe trovarsi a pochi metri da un’altra attività similare con deroga e quindi con orari più lunghi. Finita la concorrenza leale insomma.
Infine, chi volesse investire soldi nell’apertura di un’attività commerciale in centro, rinuncerà immediatamente, sempre a causa delle restrizioni orarie previste, ancor più severe per le nuove aperture a buona parte degli incassi.
Turisti :
Lo scenario che si prospetta è desolante . Zero investimenti previsti per la zona di tutela speciale e per il centro tutto. Attività commerciali, quelle poche esistenti, costrette a chiudere. Una sorta di set cinematografico. Bello ma senza vita.
Nella smania di impedire l’apertura in centro di attività commerciali definite scomode (tralasciando di inserire nella lista quelle che palesemente sarebbero “inadeguate” in un contesto storici/artistico), chi ha ideato il piano vieta perfino i “Money Change”.
Ovvero i “cambiavalute”, quei negozi aperti in tutte le zone turistiche del mondo che cambiano dollari, sterline ecc. Tutti i turisti provenienti dalle zone in cui non è l’Euro la moneta corrente, non potranno cambiare la loro valuta, proprio un bel biglietto da visita …

Tutte le criticità sopra descritte sono state portate all’attenzione del Consiglio Comunale prima e durante le sedute in merito. In forma scritta e verbale. Non c’è stata alcuna disponibilità alla comprensione ed alla soluzione dei problemi che sono stati evidenziati.
Quando si porta avanti a tutti i costi un’idea fallimentare, sapendo che lo è e non si tenta nemmeno di porre rimedio agli errori più palesi solo per partito preso, si naviga inevitabilmente verso acque pericolose e lo si fa consapevolmente.
Una sorta di Titanic
Con la differenza che il Capitano della sfortunata nave non conosceva del tutto i pericoli a cui andava incontro…noi ci abbiamo provato in tutti i modi a dire alla maggioranza che questo piano ci porterà verso un iceberg, ma si è preferito ascoltare l’orchestra suonare…
Sappiate comunque che questo non è un film e i passeggeri della nave siamo tutti noi .
Buona navigazione.
P.S. ci sarebbero altre mille criticità da elencare su questo piano del commercio, ma purtroppo non c’è più tempo, la nave oramai sta affondando…

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