Oggi 11 agosto, a Viterbo, nella frazione di Ponte di Cetti, i carabinieri del comando provinciale di Viterbo, alla presenza del Comandante Generale dell’ Arma dei Carabinieri, Generale di Corpo d’ Armata Giovanni Nistri, del Comandante della Legione Carabinieri Lazio Generale di Brigata Marco Minicucci e del Comandante Provinciale dei Carabinieri di Viterbo Colonnello Andrea Antonazzo , nonché del Vescovo della Citta’ di Viterbo Monsignor Lino Fumagalli , del Prefetto dr Giovanni Bruno e del sindaco della città Giovanni Arena, del Senatore della Lega Umberto Fusco , ed alla presenza dei familiari delle vittime, hanno commemorato la barbara uccisione di due eroi dell’ arma: il maresciallo Pietro Cuzzoli, e l’ appuntato Ippolito Cortellessa, avvenuta 40 anni fa per mano di terroristi.
Alle ore 12 del ‘ 11 agosto 1980, tre terroristi a volto coperto rapinano una banca; l’equipaggio dell’ aliquota radiomobile della compagnia di Viterbo, composto dal maresciallo Pietro Cuzzoli e dall’ appuntato Ippolito Cortellessa, intercetta tre sospettati in località Ponte de Cetti, mentre salivano su un bus di linea , decidono quindi di controllarli e , da qui, nasce una colluttazione. I due carabinieri vengono uccisi a colpi di arma da fuoco dai tre malviventi, poi risultati essere tre terroristi del gruppo Prima Linea.

Nella stessa giornata a Montefiascone, il comandante della stazione , maresciallo maggiore Antonino Rubuano, impegnato nelle incessanti ricerche dei terroristi, è stato vittima di un grave incidente nel quale ha perso la vita.
Nel 1982 veniva concessa al maresciallo Pietro Cuzzoli e all’ appuntato Ippolito Cortellessa la medaglia d’ oro al valore militare con le seguenti , rispettive , motivazioni:
“ Capo equipaggio di autoradio, impegnato con militare dipendente nella ricerca degli autori di audace rapina ad istituto di credito, poi risultati appartenenti a pericolosa formazione eversiva, nel corso di operazione di controllo di elementi sospetti, veniva proditoriamente aggredito e ferito con un colpo do pistola da uno dei banditi che si era mimetizzato con i complici tra un gruppo di persone in attesa di trasporto urbano. Benchè menomato dalle lesioni riportate, ingaggiava violenta colluttazione con l’ aggressore , riuscendo a ferirlo con la sua stessa arma e cessando di lottare solo quando veniva raggiunto mortalmente da altri quattro colpi. Mirabile esempio di eccelse virtù militari , fulgido ardimento ed assoluta dedizione al dovere , spinti con serena consapevolezza fino all’ estremo sacrificio. Viterbo, 11 agosto 1980”.
“Conduttore di autoradio , impegnato con sottufficiale capo equipaggio nella ricerca degli autori di audace rapina ad Istituto di Credito, poi risultati appartenenti a pericolosa formazione eversiva, nel corso di operazione di controllo di elementi sospetti, accorreva in difesa del superiore proditoriamente aggredito e ferito da colpo di arma da fuoco esploso da un malvivente. Assalito a sua volta da altro bandito, ingaggiava violenta colluttazione nel corso della quale veniva ferito mortalmente da un terzo criminale , nel frattempo sopraggiunto. Mirabile esempio di generosità, eccelse virtù militari, fulgido ardimento ed assoluta dedizione al dovere , spinte con serena consapevolezza fino all’estremo sacrificio. Viterbo, 11 agosto 1980 “.
Ai due carabinieri è stata concessa anche la medaglia d’ oro di vittime del terrorismo. Nel 2011 il Presidente della Repubblica ha concesso anche al maresciallo Antonino Robuano la medaglia d’ oro di vittima del terrorismo.
Prima della messa commemorativa, celebrata nella chiesa Delle Farine , il comandante Generale dell’ Arma dei Carabinieri , Generale di Corpo d’ Armata Giovanni Nistri, accompagnato dai familiari dei caduti, ha deposto una corona di alloro alla lapide commemorativa.
Nell’ occasione della sua venuta a Viterbo, il Comandante Generale dell’ Arma dei Carabinieri, ha visitato le stazioni di Bagnaia e di Sutri, dove ha salutato i carabinieri presenti e li ha ringraziati per l ‘importante lavoro che svolgono per la comunità, e l’efficace presidio del territorio attuato anche durante il lockdown.