Accordo, accordicchio, contratto di governo, ammuina, bluff, patto istituzionale, governo del Presidente, governo balneare, governo di legislatura…; chissà cos’altro si sapranno inventare i nostri Eroi per stupirci, èpater le bougeoys, (stupire il borghese) ma anche farcele girare a mille, così profanando un periodo sacro quanto agognato come quello ferragostano dedicato allo stacco della spina ed al rinfrancamento delle energie fisiche ed intellettive.

Mi sbaglierò ma se qualcuno pagherà un prezzo politico di tutta questa vicenda della crisi sarà proprio Matteo Salvini, se non altro per l’averci distratto dalle spiagge, dalle sagre, dal relax feriale, dai carboni del barbecue o della paella fatta in casa, dall’ammollo refrigerante, dal passeggio e cazzeggio serale sul lungo spiaggia, lungo lago, lungo corso cittadino.

Possibile che tra tutte le occasioni che si erano presentate e che presumibilmente si potevano presentare e ripresentare, uno sceglie la vigilia di Ferragosto per trattare questioni decisive, storiche ma allo stesso tempo complesse e pallose come quelle poste dal Capitano, attinenti alla crisi di governo, alla sfiducia a quel bontempone di Conte, ai “pieni poteri”, all’IVA, alla flat tax, al sovranismo, all’Europa.

Europa che scommetto ci guarda allibita, perché lì è sacro ogni il week end, figuriamoci le Feriae Augusti, o l’equivalente vacanziero di inglesi, francesi, tedeschi ecc. e mentre la loro stima e fiducia nelle italiche sorti economiche e politiche scema sino ai minimi storici, molti di loro si godono sogghignando le nostre spiagge e le nostre città d’arte.

Lo stesso Mussolini, il maximum del sovranismo, consapevole, dopo il sabato fascista, della necessità di dedicare un periodo contrassegnato da afa e calura allo svago, alla distrazione ed al riposo, sin dal 1931 aveva istituito i Treni Popolari Speciali, di terza classe a prezzi stracciati, per consentire agli Italiani una vacanza ed un soggiorno (la formula era di uno o tre pernottamenti) fuori dai confini provinciali e regionali: geniale per l’epoca!

Intanto Salvini un risultato l’ha portato prontamente a casa: lo sdoganamento politico dell’altro Matteo, il Renzi, che brillantemente, pimpante come ai vecchi tempi, ha segnato un punto importante contro le urne anticipate, battendo con una alleanza parlamentare inedita il centrodestra del Capitano.

Per non parlare dell’effetto flash che ha mostrato a tutti, (anche a Martina e Franceschini) tra la sua innegabile verve ed il sorridente ma fiacco approccio zingarettiano al tema crisi .

Ma se tanto per rinfrescarci ricorressimo al Thomas Hobbes di fine seicento ed al suo trattato filosofico – Il Leviatano- , ci soccorrerebbe una concezione della politica utile anche ai nostri giorni: per lui vi sono 3 norme che sono dirette a sottrarre l’uomo dagli istinti distruttivi e ad imporgli una condotta onorevole e proficua: la prima è: l’uomo deve sempre ricercare e conseguire la pace; la seconda è: l’uomo deve avere tanta libertà quanta ne riconosce agli altri; la terza legge è: l’uomo deve rispettare i patti (pacta sunt servanda).

Pacta sunt servanda, – ma che bel brocardo romano, che di per se potrebbe bastare ed avanzare per garantire una civile e prospera convinvenza anche nel nostro originalissimo, speciale ed anormale Paese.

Rispettare i patti, la parola data, gli impegni sottoscritti, fosser’anche in un Contratto di Governo: quanto sarebbe oggi più piacevole ed azzeccato il nostro :”Buon Ferragosto?”

Francesco Chiucchiurlotto