Le pessime condizioni atmosferiche, costituite maggiormente dall’impetuoso e forte soffiar dei venti, che in questi giorni si sono abbattute sull’Alto Lazio, come nel resto d’Italia, hanno messo a dura prova tutte le componenti addetti alla sicurezza sia del territorio che delle persone che vi abitano, dai Carabinieri alla Protezione Civile, dalla Polizia Locale alle Strutture Sanitarie ed altre Associazioni.
Una realtà di cattive e stranissime condizioni atmosferiche che, sicuramente, mai si erano verificate nelle nostre zone ma che, da qualche tempo, sono quasi una costante del clima che volge ormai verso quei forti mutamenti da qualche anno annunciati anche dagli scienziati che studiano il settore.

Su questo purtroppo nulla si può fare ma certamente ci si può difendere con la prevenzione.

In questo contesto, da diverso tempo, la Protezione Civile Locale, tanto per stare ai problemi di casa nostra, nell’essere attenta a tutelare l’ambiente in cui si vive, più volte ha segnalato sia a voce e, in qualche caso, per iscritto, che, sul nostro territorio, le calamità naturali hanno delle specifiche connotazioni che sono diverse da altri territori.

Il territorio del comune di Montefiascone, geograficamente parlando, è adagiato su un’alta collina isolata, per cui, chiaramente, non è soggetto ad alluvioni, di contro, è soggetto ad essere battuto da tutti i venti.

La realtà di questi giorni, nei quali il forte soffiar dei venti non si è risparmiato dall’attraversare e colpire anche il territorio dell’Alto Lazio ha confermato questa teoria e qui nascono i problemi sia di ordine strutturale che di ordine logistico operativo.

La caduta di moltissimi alberi registrata in questi giorni sta a significare la loro totale mancanza di cura.

Più gli alberi sono alti, più i loro rami sono sottili ed allungati, più sono soggetti al dondolio; dondolio che, oltre certi limiti, prima favorisce la rottura dei rami stessi, poi provoca lo sradicamento dell’intera pianta.

Buona logica deduce e suggerisce che se queste piante, in quel contesto di prevenzione della quale alcuni parlano, molti raccomandano, tutti condividono e pochi applicano, fossero ogni anno adeguatamente potati, tutta questa caduta non si verificherebbe.

Tempo cattivo dunque, clima mutato, condizioni atmosferiche deleterie, eppure il rimedio c’è.

Maggior manutenzione delle piante, tenute strette e basse con potature annuali e corrette, specialmente di quelle lungo le strade, sicuramente, eliminerebbe una buona percentuale di queste loro cadute al minimo soffiar dei venti.

Tra le piante che cadono, nella maggior parte dei casi, si registrano alberi alti venti venticinque metri.

Salviamo le piante, evitiamo la loro caduta ed i danni, sia diretti che indiretti che provocano, con l’unica arma che si ha: corrette e sistematiche potature a tempo debito.

Pietro Brigliozzi

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