Il prefetto Giovanni Bruno per la cerimonia di assegnazione di due medaglie d’oro alla memoria di due militari della Tuscia caduti perchè, vittime del terrorismo in missioni di pace e per la consegna di numerose onorificenze, ha voluto scegliere una sede più ampia della Sala Coronas, la Sala Regia del Comune per permettere alle famiglie di assistere ad una cerimonia piena di significati, la medaglia di Roberto Marchini il prefetto Bruno l’ha consegnata nelle mani del padre Francesco visibilmente emozionato mentre quella di Pistonami è stata la madre Anna Rita a ricevere il significativo riconoscimento.

Rammentiamo che GianDomenico Pistonami aveva 28 anni, era figlio unico era nato nel 1983 ed in forza al 186° Reggimento. “Il mio è il lavoro più importante e pericoloso, fatto di concentrazione e tensione perché da lassù con un gesto posso fermare le macchine che passano” raccontava così il suo impegno in Afghanistan quando rientrava dalla missione.

Pistonami, era un mitragliere, l’uomo più a rischio quando si esce in pattuglia perché è quello che sta in «ralla», la torretta del Lince, dunque il può esposto agli attacchi. “Esco tutti i giorni, faccio da scorta a materiali e persone ma nessuno riuscì a fermare quella maledetta Toyota bianca con bastardi terroristi a bordo che uccise lui e i suoi commilitoni”
A Caprarola tutto il paese pianse per la morte del caporal maggiore Robero Marchini 28 anni, ucciso in Afghanistan nel suo ultimo giorno di missione.

Era nato a Caprarola, in provincia di Viterbo di 28 anni ucciso in un attentato in Afghanistan, primo caporal maggiore dei guastatori della Folgore morì mentre cercava di disinnescare un ordigno artigianale piazzato dai terroristi islamici, era un ragazzone simpatico e preparato. Dopo la consegna delle medaglie la cerimonia è proseguita con la consegna delle onorificenze.