Drone

Il capo della Polizia Franco Gabrielli decide di sospendere il ricorso ai velivoli radiocomandati. Il confronto con Enac per arrivare all’uso corretto

Il ricorso ai droni per controllare il rispetto delle norme sul coronavirus è durato pochi giorni, neanche una settimana. Oltre l’effetto scenografico ci sono, infatti, aspetti delicati: di sicurezza, di privacy, di equilibri e ordine nel traffico aereo.

Il Viminale non nasconde dove sta il problema: a qualche agente di polizia locale, forse preda dell’entusiasmo di un mezzo tutto sommato nuovo rispetto alle pratiche tradizionali, è scappata la mano. Con l’Enac, dunque, il Dipartimento Ps intende arrivare a definire un protocollo comune e garantito, in particolare per “l’utilizzo di mezzi aerei a pilotaggio remoto da parte delle polizie locali”.

In effetti Polizia di Stato, Carabinieri e Finanza già fanno uso di droni ma finora non risultano problemi particolari. L’allargamento alle polizie municipali, tutte impegnate nei controlli sulle norme COVID-19, ha fatto emergere utilizzi scorretti. Da evitare subito.