I Finanzieri del Comando Provinciale di Viterbo hanno scoperto 22 lavoratori in nero, impiegati in attività di autolavaggio nella Tuscia.

Il servizio si è svolto, nel secondo semestre dell’anno, nell’ambito di un piano di potenziamento delle attività operative concepito e proposto dal Prefetto di Viterbo – Dott. Bruno – prioritariamente volto alla tutela della sicurezza sui luoghi di lavoro e, nello specifico, declinato dalle Fiamme Gialle in chiave di contrasto all’evasione fiscale ed allo sfruttamento della manodopera “in nero”.

L’attività fa parte del complesso di iniziative che la Guardia di Finanza dispiega a tutela del mercato del lavoro, in collaborazione con gli Istituti Previdenziali e, in alcuni casi,  con il coordinamento dell’Autorità Giudiziaria, per contrastare le più gravi forme di prevaricazione e sfruttamento in danno dei dipendenti, specie se costoro si trovano in condizioni di particolare debolezza o bisogno, anche per il fatto che questo genere di condotte illegali altera le regole del mercato e danneggia i cittadini, i lavoratori e gli imprenditori onesti.

In particolare, prendendo spunto dall’input dell’Autorità Prefettizia, sono stati sottoposti a controllo 19 soggetti esercenti l’attività di “autolavaggio” nei confronti dei quali, dai successivi approfondimenti, sono state contestate gravi violazioni alla normativa tributaria, avendo sottratto al fisco svariate centinaia di migliaia di euro ed avendo omesso l’emissione dei documenti fiscali in almeno 28 casi. In un caso, l’impianto è addirittura risultato completamente sconosciuto al fisco.

Ma le violazioni più rilevanti, in questo settore commerciale, si sono rivelate attinenti alla normativa sul lavoro, essendo emersi  complessivamente ventidue lavoratori “in nero”, risultati  impiegati in modo irregolare nelle varie mansioni proprie delle attività controllate e privi delle tutele previdenziali e contributive; tre di essi erano, peraltro, privi del permesso di soggiorno e destinatari di un provvedimento di espulsione dal territorio nazionale, in quanto irregolarmente presenti nello Stato.

Conseguentemente, sono state contestate “maxi sanzioni” in materia di lavoro nero per circa 60.000 euro, violazioni alla normativa sulla circolazione del contante per circa 65.000 euro, nonché segnalati alla Autorità Giudiziaria di Viterbo tre datori di lavoro per violazione dell’art. 22 comma 12 del D. Lgs. 286/1998 (normativa sull’immigrazione), avendo impiegato operai stranieri privi del permesso di soggiorno.

Sulla scorta di tali condizioni, oltre alle contestazioni previste dalla normativa in materia di lavoro, le Fiamme Gialle hanno avanzato all’Ispettorato del Lavoro di Viterbo la proposta di sospensione temporanea dell’attività commerciale.