Intorno agli anni sessanta, altro secolo ed altro millennio, per l’eliminazione del passaggio a livello nei pressi della stazione ferroviaria di Montefiascone, sita in località Zepponami, e nel contesto dell’ammodernamento dell’allora Statale Cassia, venne realizzato un ponte in cemento armato che permetteva al traffico automobilistico della Statale di scorrere liberamente ed in modo continuo senza essere più interrotto e bloccato dalla chiusura del passaggio al livello.

L’ammodernamento di quei circa ottocento metri di strada ha reso quel tratto molto più adeguato alle esigenze dei tempi moderni.

Il ponte, di non grandi dimensioni, si stende longitudinalmente sia sulla sede della strada ferrata con il territorio accessorio ad essa connesso che su Via Cevoli, limitrofa e confinante con la medesima sede ferroviaria.

Sono ormai passati oltre cinquant’anni ed il ponte inizia a manifestare la necessità di  manutenzione. In alcuni punti, sul ciglio inferiore del trave di sponda, più sulla strada che sulla sede ferroviaria, infatti, si vedono i ferri della struttura non più protetti dal cemento, e qualche frammento di calcestruzzo inizia a distaccarsi con il rischio di cadere su qualche macchina in transito.


I primi due travi nel punto d’appoggio, sempre sul lato strada, mostrano ed hanno i ferri della struttura a cielo aperto, quale conseguenza del calcestruzzo screpolato, in fase di distaccamento.

Su ambedue i lati d’apppoggio delle travi si notano, ogni qualvolta piove, alcune grosse infiltrazioni d’acqua che, almeno apparentemente, non dovrebbero creare danni alla struttura, pur rimanendo, un fatto un poco corretto.

La base della spalla d’appoggio delle travi, sempre lato strada, comincia a “sbollettonarsi” in diversi punti e, osservandoli bene, si ha l’impressione che il calcestruzzo, nel suo insieme, non sia così ben compatto e ben amalgamato.

Un attento sopralluogo, nel contesto della prevenzione, da parte di tecnici del settore è auspicabile, sia per tranquillizzare chi vede queste lievi anomalie, sia per fare una buona manutenzione della struttura.

Pietro Brigliozzi

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