All’affollata conferenza stampa in Questura dove sono stati resi noti i particolari del maxi sequestro erano presenti il Questore, Massimo Macera, il Comandante della Guardia di Finanza di Viterbo, Colonnello Andrea Pecorari, il responsabile della Divisione Anticrimine della Polizia di Stato della Questura di Viterbo ed il Maggiore Rosario Masdea responsabile del Gruppo GdF di Viterbo.

L’imprenditore, residente a Monterosi, operava nella mediazione immobiliare creditizia e raccolta di denaro, pluripregiudicato, collegato al noto clan calabrese Vadalà nonché a note famiglie malavitose della Capitale come la cosca Fasciani di Ostia e alla famiglia Casamonica.

Il sequestro partito su proposta del Questore di Viterbo, Massimo Macera, riguarda diversi beni, tra i quali una villa a Monterosi con attiguo terreno, autovetture di lusso, motoveicoli, conti correnti, orologi Rolex e gioielli per una valore stimato pari a circa 500.000 euro.

Il Responsabile della Divisione Anticrimine della Questura da tempo stava tenendo sotto controllo la Villa e, raccolti vari e consistenti elementi di analisi, con il Questore hanno richiesto la collaborazione della Guardia di Finanza. Il Colonnello Pecorari con il Maggiore Masdea e gli uomini delle compagnie di Civita Castellana e Viterbo, hanno proseguito le indagini amministrative del soggetto.

L’imprenditore, denunciando redditi molto bassi ostentava un tenore di vita incredibile: macchine di lusso villa con parco ecc. Pian piano sono emerse incongruenze e contradizioni così la GdF ha approfondito l’indagine e all’improvviso sono state scoperte altre attività: una società di ristorazione vendita di gioielli vendite immobiliari (a cui la Questura non aveva mai dato licenza), investimenti e 6/700mila euro di capitale versato su un conto bancario in pochi mesi nel 2018 (conto chiuso ad agosto dello stesso anno).

Le indagini si sono concentrate sui 40 bonifici che avevano portato il conto a segnare la cifra di 2 milioni di euro, ma anche sui 18 bonifici eseguiti dal conto per circa 600milaeuro verso l’imprenditore. Un ingente quantità di denaro sembrerebbe proveniente anche da smercio di sostanze stupefacenti. Il Questore ha tenuto a precisare che l’operazione, la prima di questa entità, potrebbe essere l’inizio di una serie di attività per togliere dalle mani della malavita la fonte di vita, il reddito economico.