Dalle prime ore di sabato scorso, allorché fu data la notizia della scomparsa del cittadino montefiasconese Andrea Durantini, le ricerche di tutte le forse messe in campo dai competenti uffici della Prefettura di Viterbo, Vigili del Fuoco, Carabinieri, Protezione Civile, Croce Rossa, Guardie Zoofile, alle diciotto di questo mercoledì, quattordici novembre, non hanno ancora dato alcun risultato.
L’uomo, secondo quanto testimoniato da alcuni cacciatori che, transitando sulla strada attigua, era stato visto, all’alba di sabato, passeggiare, nudo, lungo le rive del lago di Bolsena, settore di Montefiascone, nelle vicinanze di un noto ristorante; poco dopo, nelle prime ore del giorno, non era più rintracciabile; è scattato, così, il piano d’emergenza con la conseguente immediata entrata in funzione di tutte le suddette istituzioni.
Le ricerche sono iniziate immediatamente, sia in acqua che per terra con l’impiego di uomini e mezzi tecnologici e sono state portate avanti, senza interruzione e con la massima solerzia, per tutti questi cinque giorni, senza alcun esito.

Nelle giornate di sabato e domenica, le più impegnative, è stato messo in campo anche un elicottero quale supporto sia agli operatori di terra e, soprattutto, per quelli in acqua visto che il lago era molto calmo e quindi favoriva le ricerche stesse.

Le squadre dei soccorritori, in terra, che hanno perlustrato tutta la fascia boschiva dal Faro fino al Gran Carro, erano dotati del GPS fornito dalla sala operativa mobile dei dei Vigili del Fuoco, presente sul posto e presenziata, H24, dal personale dell’Unità Comando Locale e due operatori della T.A.S.; così si è potuta fare una perfetta mappatura di tutte le zone perlustrate, con relativa codificazione e bonifica.

Nelle ricerche terrestri sono stati impiegati anche alcuni cani, specificatamente addestrati per la ricerca delle persone. Alle ricerche, nella giornata di mercoledì, ha partecipato anche la Polizia Provinciale Lagunare, con i propri mezzi tecnici.

Lo stesso metodo ricognitivo è stato seguito anche in acqua, ove sono intervenuti i Sommozzatori sia dei Vigili del Fuoco sia dei Carabinieri pervenuti dalle sedi di Viterbo e Roma.

Le ricerche, sono state estese fino all’isola Martana, compresa la medesima.

Per le ricerche in acqua sono stati impiegati anche alcuni droni. Ricerche che proseguiranno nelle ore di luce dei prossimi giorni, con la speranza di venirne a capo quanto prima.

Va sottolineato, ad onor di cronaca, che in questo evento, certamente non piacevole, la Prefettura di Viterbo, competente per territorio, ha, e sta dimostrando, la massima sensibilità vista la messa in campo di ogni tipo di ricerca possibile, riflettendo, così, sul territorio, la fattiva presenza dello Stato.

Pietro Brigliozzi

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