VITERBO – Sì, d’accordo, la neve… Potremmo iniziare così, ispirandoci a Franco Califano, la storia delle ultime 24 ore vissute dalla città di Viterbo.

Ventiquattrore caratterizzate, in primis, dall’attesa della gran nevicata, giunta puntuale domenica sera, e dal conseguente annuncio di chiusura di scuole e uffici pubblici per la giornata odierna.

Tutto secondo copione, si potrebbe ben dire, anche perché l’amministrazione comunale, mostrando alla cittadinanza di aver acquisito, almeno apparentemente, il dono della lungimiranza e dell’organizzazione, aveva reso noto, ore addietro, il “Piano Neve” utile a fronteggiare il temuto evento meteorologico.

Un piano che, sulla carta, sembrava aver tranquillizzato la cittadinanza, salvo poi rivelarsi non esattamente apprezzato.

In molti, infatti, hanno lamentato la lentezza con cui gli spargisale si sono mossi per fronteggiare una nevicata ampiamente prevista, con annesse difficoltà per tutti quei cittadini che, non potendo accogliere l’invito del sindaco a rimanere a casa, hanno dovuto, loro malgrado mettere il naso in mezzo alla neve.

Da par suo, il Comune ha difeso strenuamente il proprio operato, sottolineando di aver fatto tutto il possibile per rendere la situazione il meno disagevole possibile.

Eppure, checché ne dicano gli esponenti di Palazzo dei Priori, qualcosa non torna, sia per quanto riguarda la prontezza degli interventi sia per ciò che concerne un aspetto che nelle emergenze, anche se ampiamente annunciate, risulta più che mai necessario: l’aspetto comunicativo.

A parte qualche sporadico commento su facebook da parte di alcuni esponenti dell’amministrazione, teso più che altro a preservare la propria immagine, la cittadinanza non ha infatti mai potuto prendere visione di comunicazioni istituzionali da parte del Comune.

Il tutto nonostante la presenza di quelli che, nell’era della rete e della comunicazione istantanea, dovrebbero essere i canali di informazione principali di un ente pubblico: trattasi del sito istituzionale del comune e dei profili ad esso correlati nei vari social network (Facebook e Twitter).

E allora ritorniamo all’incipit di questo articolo, liberamente ispirato al “Califfo”, proponendo una serie di considerazioni che si ripropongono ogni qualvolta la neve si presenta in maniera consistente a Viterbo.

Sì, d’accordo, la neve non è mai un fenomeno meteorologico facile da affrontare.

Sì d’accordo, la neve comporta spesso dei disagi consistenti alla circolazione, nonostante si tenti di fronteggiarla al meglio.

Sì, d’accordo, la neve è un qualcosa che non appartiene strettamente alla storia di questa città; per questo non ci sono mezzi sufficienti per un rapido intervento.

Sì d’accordo, ma poi… tutto il resto è approssimazione.

Perché se da un lato si è cercato, con risultati non propriamente esaltanti (almeno nell’immediato) di contenere i disagi, non si può non tener conto del fatto che, almeno a livello di comunicazione, l’amministrazione comunale abbia mostrato una noncuranza imperdonabile.

Tante le domande che, inevitabilmente, ci poniamo in questo momento.

Come è possibile che il sito istituzionale del Comune (il cui ultimo aggiornamento risale al 7 dicembre 2017) non abbia riportato alcun tipo di comunicazione riguardo all’emergenza neve?

A cosa servono la pagina Facebook “Viterbo Informa” (ferma al 13 luglio 2017), o i due profili Twitter del Comune (uno fermo dal 5 marzo 2017 l’altro, addirittura, dal 30 ottobre 2016) se nessuno provvede ad aggiornare i medesimi nei momenti in cui vi è la reale necessità di comunicare con i cittadini?

La risposta è una sola: a nulla, se non a generare smarrimento e abbandono nei cittadini.

E a quanti, in un estremo quanto goffo tentativo di giustificare l’amministrazione, possano ritenere che le nostre richieste siano eccessivamente pretenziose, ricordiamo che l’essere attivi sul campo non esclude in automatico la totale assenza sotto il profilo comunicativo. L’ente provinciale, in tal senso, nel 2012 fece scuola.

Evidentemente, però, questa amministrazione ha ancora bisogno di tempo per capire che amministrare una città non consiste in sporadiche operazioni autoreferenziali, bensì in azioni costanti destinate prioritariamente alla cittadinanza. Se ne ricordino i signori amministratori quando, passate le politiche e le regionali, andranno a battere ogni quartiere della città decantando, agli elettori, la centralità del cittadino.

Massimiliano Chindemi

 

 

 

 

 

 

 

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