Ieri sera in Piazza San Sisto, animata all’inverosimile, viterbesi, turisti e scatenati atleti della  Street Workout Viterbo, sotto la guida di Anna Maria Agosti e Rodolfo Valentini sono partiti da sotto la Macchina per la camminata ma tornati per gustare, anche loro, quello che era in pentola. Nessuno intimorito dalla pioggia che ha capito che non era il caso e ha smesso.

E’ iniziato così il consueto appuntamento con le penne all’arrabbiata, cucinate sotto la Macchina di Santa Rosa “rigorosamente De Cecco” offerte dal costruttore Vincenzo Fiorillo, annaffiate dal vino del Red Rose Cafè, con i dolci bignè della pasticceria Garibaldi e il gelato di Un sacco buono.

Erano centinaia che al momento della pioggia si erano rifugiati dove hanno potuto, poi tutti in fila dietro le transenne dove le “ragazze” della Pro Loco di Vitorchiano servivano in tavola. Ma l’appuntamento era anche per gustare “l’illuminazione di “Gloria” che Franco Piergentili cura con dedizione.

Tra gli ospiti non poteva mancare il primo cittadino Giovanni Arena che anche lui ha voluto assaggiare le penne, ma abbiamo notato anche il Comandante della Polizia Locale, Mauro Vinciotti, che ha predisposto un perfetto controllo della viabilità.

Non è mancata Antonella Sberna, assessore comunale con delega ai servizi sociali – politiche giovanili e per la famiglia – consulta del volontariato e politiche per la disabilità – rapporti con l’università e con u.e., che mentre assaporava le penne ha affidato la prole alle cure del consorte l’avvocato Daniele Sabatini; non poteva mancare l’assessore Marco De Carolis assessore comunale con delega alla cultura – turismo e spettacolo – marketing territoriale – sport – consorzio biblioteche – museo civico rapporti con l’autorità portuale.

E poi tanti atri, quello che ha sorpreso tutti la presenza di numerosi turisti anche stranieri che hanno chiesto informazioni e sono rimasti incantanti nell’ammirare “Gloria” illuminata e che hanno affermato “immaginiamo che spettacolo sarà vederla in movimento”

Gongolava Ascenzi che con il figlio sulle spalle faceva l’indifferente nel sentire tanti complimenti rivolti alla sua “creazione”.

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