RONCIGLIONE – Naso Rosso, la tradizionale maschera del Carnevale ronciglionese dal camicione bianco e l’inconfondibile pitale ricolmo di pastasciutta, approda a Parma.

Una delegazione di Nasi Rossi, accompagnati dall’assessore alle politiche culturali Massimo Chiodi, sarà infatti presente questo week end alla manifestazione “La carica delle 301 maschere – Maschere Italiane a Parma”, evento giunto alla sua 7° edizione che vede arrivare ogni anno nella città emiliana numerose maschere allegoriche rappresentative di ben 13 regioni d’Italia.

In uno spettacolo ricco di suoni e colori, Naso Rosso sfilerà insieme a Pulcinella e alle maschere più importanti del Paese per le vie di Parma. Partenza alle ore 16 da via Trento, con sosta alla chiesa di San Leonardo per proseguire verso l’Eurotorri, con arrivo previsto verso le 17.30.

Domenica, 13 invece, a partire dalle ore 10.30, il ciclone delle Maschere italiane animerà Bardi, dove peraltro ha da poco trovato sede il Museo Nazionale delle Maschere Italiane. Il Museo, collocato all’interno del magnifico e millenario Castello, é unico in Italia, segue un percorso iniziato con la costituzione del Centro Coordinamento Nazionale delle Maschere Italiane, avvenuta a Parma nel 2016, con l’obiettivo di promuovere la cultura delle maschere tradizionali, allegoriche e della Commedia dell’Arte.

L’evento rientra nel calendario eventi dell’anno europeo del patrimonio culturale 2018, e gode dei patrocini di Comune di Parma, Regione Emilia Romagna, Comune di Bardi, e del contributo di Ascom, Ancos Confartigianato, UPI e alcune Aziende del territorio.

“Per Ronciglione è senz’altro un grande onore partecipare all’incontro annuale che vede insieme tutte le più importanti maschere allegoriche d’Italia, tra le quali è stata riconosciuta anche quella di Naso Rosso.

La nostra – dichiara l’assessore alle Politiche Culturali, Massimo Chiodi – è una maschera dalle radici antiche, che testimonia il carattere popolare del carnevale della Roma dei Papi, ma che porta con sé sia il senso del carnevale contadino che richiama i cicli della natura, sia la follia dell’inversione logica propria di questa festa. Un riconoscimento che giunge gradito e che testimonia l’importanza del nostro carnevale storico nel panorama nazionale, un vero patrimonio di cultura e tradizione da preservare e di cui andare fieri”.

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