RONCIGLIONE – Come da programma, domenica 2 aprile si è svolta la tradizionale gita sociale della “Società dei Nasi Rossi”, l’associazione no profit rappresentativa dell’ultracentenaria maschera del Carnevale Ronciglionese.

E’ così che, dopo aver invaso Monteriggioni nel 2014, Morrano nel 2015, Pitigliano nel 2016, quest’anno, superando ogni aspettativa, un’orda di “buontemponi”, a bordo di un pullman gran turismo a due piani, ha conquistato anche la splendida cittadina di Gaeta.

La località, scelta con minuziosa cura dal presidente Antonio Anselmi insieme al caro amico Italo Taglialatela del luogo, si accomuna a Ronciglione per due particolari motivi: come nella Cappella d’oro di Gaeta, anche presso la Chiesa dei Frati Cappuccini di Ronciglione è esposta sull’altare maggiore una pala con l’Immacolata Concezione dipinta dal pittore cinquecentesco Scipione Pulzone, detto il Gaetano o anche Scipione Gaetano; la tipica espressione del folklore della città è il Gliu Sciuscio, evento caratteristico della sera/notte del 31 dicembre quando numerose orchestre di giovani gaetani suonano strumenti musicali per la maggior parte costruiti con le loro stesse mani, proprio come fa la nostra “Bandaccia” che si esibisce, in particolar modo, durante i giorni del Carnevale.

Il paese è noto prima di tutto per la sua storia, per il suo antico borgo costruito a picco sul golfo ed inoltre per le sue bellezze naturali, come l’affascinante Montagna Spaccata, uno dei luoghi più suggestivi della zona.

Domenica 2 aprile, dopo le interessanti visite con guide specializzate ai numerosi siti e monumenti, consigliati da Sig. Lino Sorabella, i nostri pacifici buontemponi hanno messo in atto la loro prima carica sventolando le proprie bandiere sul lungomare di Gaeta, accompagnati dall’allegra musica di alcuni componenti della “Bandaccia”, anch’essi nasi rossi.

Poi, in tarda mattinata, sfilando per le vie e creando non poco stupore fra gli automobilisti e i passanti, hanno raggiunto il Corso principale della città per un aperitivo al Caffè Cavour e, tra un bicchiere e l’altro, con la seconda carica, hanno contagiato moltissimi dei presenti coinvolgendoli nell’estemporaneo saltarello, sulle note dell’inno sociale più volte suonato per l’occasione.

Dopo parecchi minuti e moltissime foto ricordo, i Nasi Rossi hanno, infine, ripreso il cammino giungendo al ristorante “La Garitta”, nei pressi della Montagna Spaccata, dove si è tenuto il consueto pranzo sociale caratterizzato da un crescendo di entusiasmo, contornato di musica, canti e allegria ed alimentato dallo spirito “godereccio e dissacratore” dei Nasi Rossi, cui fondamentalmente ogni ronciglionese sente di appartenere.

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