Si sono tenute in rapida successione, il 12 luglio us a Milano ed il 13 a Roma, le convention delle due anime, tra le tante le più identificabili, del Partito Democratico: Matteo Renzi con i suoi Comitati di Azione Civica e Zingaretti con la Direzione Nazionale del partito.

La prima intanto ha registrato il tutto esaurito con due salette esterne al teatro come rincalzo, ma, vecchia regola della politica Prima Repubblica, scegliamo un contenitore modesto piuttosto che extra large, che a sistemare il surplus si fa sempre in tempo.

Diciamo comunque che il Renzismo non è morto e lotta insieme a noi, anche se identificare ruolo, funzioni, destino di questi Comitati di Azione Civica non è semplicissimo: sono una corrente? NOOOO! Si è affrettato a dichiarare Matteo mentre pestava il palco nel suo andirivieni; sono oltre il PD, dichiarava Giachetti e la Boschi faceva eco,; non prova di un nuovo partito ma voglia di fare buona politica!

Scalfarotto approfondiva: Attenzione i Comitati si sovrappongono solo in parte al PD, non siamo nel campo della politica, ma del civismo.

Alcuni giovanissimi spiegavano con l’ottimismo visionario del neofita, che lì si recupera il senso di comunità che il PD ha perduto; per il futuro? Si vedrà ma sarà un bel futuro!

Anche se in termini commestibili per la vulgata del momento non ci si capisce molto, è chiaro che la kermesse esprime un bisogno insoddisfatto, un desiderio di riscatto e di rivincita che è inevitabile con un leader divisivo e categorico come Renzi; un po’ un Napoleone a Sant’Elena mentre allestisce il ritorno trionfale, finito come sappiamo a Waterloo.

Altra musica al Nazareno: il tentativo di Zingaretti di trovare, come concluderà il suo intervento, una “funzione nella storia”, “una utilità che la storia ci consegna”, per il suo partito ed per il suo popolo deluso, battuto e sfilacciato, è titanico.

Lui ce la mette tutta e sostanzialmente si affida ad una ipostasi che prima o poi dovrà verificarsi: la fine del governo giallo-verde, dell’opzione populista, della necessità di salvare l’Italia.

Il progetto c’è, anche nei dettagli: forum tematici, partito digitale, statuto nuovo; 4 profili: partecipazione, fiducia, attivismo, trasparenza.

La summa di tutto, la Costituente delle Idee per un Piano per l’Italia; una piattaforma per l’alternativa, per l’unità interna e le alleanze esterne, dedicata ai contenuti delle persone, della vita concreta e non al Grande Fratello; la speranza da restituire all’ Italia, che sia verde, giusta, competitiva.

Un grande progetto regionalista, federalista, per trovare una sintesi nuova per una empatia rinnovata, con gli Italiani.

Naturalmente l’accoglienza è stata calorosa, con applaudenti in piedi e l’esito dell’elezione dei due vicesegretari, Paola De Micheli ed Andrea Orlando, con soli 4 contrari e 28 astenuti, a conferma del buon clima.

Ma quando conosceremo, valuteremo, inizieremo tutto questo? Dall’8 al 10 novembre pv; forse un poco tardi?

Francesco chiucchiurlotto

Commenta con il tuo account Facebook