Vi do una notizia: a Mosca nell’Hotel Metropol, a duecento metri dalla Piazza Rossa, nel gran salone coperto di specchi e stucchi dorati c’è una fontana con al centro un putto che tiene in braccio un cigno, o forse un’oca, che zampilla dal becco dell’ acqua.

Ebbene, sia nella forma che nelle proporzioni, il putto è identico a quello che fa zampillare acqua nella fontana comunale di Piazza San Giovanni Battista di Lubriano, chiamato affettuosamente al femminile PUCCIOTTA, con l’unica differenza che quello moscovita è dorato.

Che c’entra con i rubli la “Pucciotta” di Lubriano?

Niente! C’entra invece il Metropol in cui alcuni politici italiani trattavano export di gas russo con margini generosi in rubli.

Ma secondo voi la commendevole usanza di sostenere i propri beniamini politici italiani, naturalmente anche altrove, con cospicui finanziamenti “coperti” in rubli o dollari, si è mai interrotta?

Certo dopo il crollo dell’URSS i russi avevano altro a cui pensare e gli USA avevano una buona occasione per risparmiare, ma dopo che il nuovo Zar, o meglio il nuovo Stalin, ha cominciato ad esercitare il “beneficio d’inventario” sull’eredità politica di Michail Gorbachev, c’è da scommettere su una forte ripresa della pratica.

Il PCI ha sempre fatto affari con l’URSS, da Togliattigrad (Città Togliatti, di produzione FIAT), alla miriade di aziende import-export; ma c’è stato anche il sostegno alle associazioni culturali italiane di ogni genere purchè avessero come fine statutario l’amicizia Italia-Russia.

Qualcosa da eccepire? Assolutamente nulla!

Il famoso “Tesoro di Mosca” alla fine si è rivelato, oggi diremmo, una Fakes News.

Quindi un ordinario rapporto economico e culturale, con un generoso plafond di rubli a sostenere associazioni, ONG, ma anche partiti o fondazioni ad essi connesse, ed anche intellettuali di punta del mondo della comunicazione, et similia, fa parte di un costume non certo irreprensibile, ma comunque accettato.

Il punto è che quando c’è una guerra, come quella dell’aggressione all’Ucraina, chiunque abbia intessuto rapporti, anche legittimi o come detto, consueti, oggi si trova in una morsa mediatica tremenda: da una parte lo sputtanamento rispetto alle posizioni assunte o da assumere su una guerra in corso; dall’altra essere sotto ricatto da chi avesse erogato benefit e rubli e che minacci di rivelarlo, a meno di certe uscite pubbliche, o atteggiamenti di saggia equidistanza, o addirittura di qualche viaggio della speranza.

La Russia di Putin è un immenso sistema di controllo capillare, in cui puoi vivere bene ed essere appagato a patto che non ti fai gli affari che non ti riguardano: quelli che noi pessimi occidentali chiamiamo partecipazione democratica.

Da che ho provato a pensare per rubli, ho capito molte cose e mi sono spiegato molte posizioni e sortite, alcuni distinguo; innumerevoli timidezze e retrospettive e naturalmente tanta informazione pilotata ed inquinata, come ci ha ben spiegato Milena Gabbanelli.

Francesco Chiucchiurlotto

Articolo precedenteViterbo, Cepparotti Coordinatore comunale del partito Lega per Salvini Premier Lazio
Articolo successivoL’Atletica Alto Lazio chiude la prima parte di stagione agonistica con un ricco bottino di risultati positivi