Francesco Chiucchiurlotto
Francesco Chiucchiurlotto

VITERBO – “Senato della Repubblica III legislatura: disegno di legge n°124 d’iniziativa del Senatore Sturzo comunicato alla Presidenza il 16 settembre 1958 : Disposizioni riguardanti i partiti politici ed i candidati alle elezioni politiche e amministrative”.

Questo è il titolo della proposta che il Senatore Luigi Sturzo, (già Prosindaco di Caltagirone, Vice Presidente dell’ANCI dal 1904, fondatore del Partito Popolare, Padre della Patria antifascista, coscienza critica dell’Italia postbellica) formulò su due capisaldi costituzionali: l’art.49 “ Tutti i cittadini hanno diritto ad associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale” e l’art. 67 “ Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato”.

La proposta è di una semplicità disarmante: dare ai partiti, allora come oggi mere associazioni di fatto, una personalità giuridica attraverso il deposito dello statuto alla cancelleria del tribunale civile del luogo in cui hanno sede legale (art.1) ed ogni anno presentare alla stessa il rendiconto delle entrate e delle uscite (art.2).

Non sfugga, per la semplicità dell’enunciazione, la portata rivoluzionaria di tale legge: la pubblicizzazione della vita finanziaria di un partito ne rende esplicite e certe le risorse e ne sottopone direttamente ai rigori della legge ordinaria ogni violazione e malversazione, sia su istanza privata che d’ufficio.

Altra regolamentazione davanti al tribunale sono le rendicontazioni delle spese elettorali dei candidati (art.6).

Dice Sturzo nella relazione di accompagnamento: “ Non ho previsto il caso che lo statuto dei partiti contenga disposizioni non consone al metodo democratico prescritto dalla Costituzione, perché manca fino ad oggi, una definizione che possa giuridicamente fare stato per ciò che precisa il metodo democratico e quali possano essere gli effetti legali di una violazione od omissione” rimandando ad una futura discussione la definizione di tale aspetto che attiene alla democrazia esterna ed interna dei partiti.

Certo l’onestà intellettuale di Luigi Sturzo è di una caratura ormai oggi quasi introvabile, ma non si esce dal problema allora posto e non risolto; il fondamento della partecipazione democratica di tutti è praticamente inesistente o inconsistente, ed in balia di dinamiche opache, oscure, manipolabili, con sullo sfondo un terribile “dominus”: il DENARO!!, e l’interesse personale, familiare, di casta, di cosca, di frazione, di circolo.

La stagione di riforme che sconfitta risale stancamente “le valli che aveva ridisceso con orgogliosa sicurezza” non potrà che ricominciare dall’applicazione dell’art.49 della Costituzione.

Sono passati 60 anni dalla proposta di Luigi Sturzo, tanti quanto da quelli del Festival di San Remo (citazione d’obbligo) in cui Domenico Modugno lanciò il suo “Volare oh oh !!”; non si può certo pretendere o prefigurare che celebrando quell’evento canoro qualcuno si rammenti dei 60 anni del tentativo di regolamentazione dei partiti, ma per il gran lavoro che attende gli Ottimisti della Volontà di qualsiasi appartenenza e destinazione, un promemoria ogni tanto forse può servire”.

Francesco Chiucchiurlotto (Res 137)

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