Si sono tenute le assise congressuali di ANCILAZIO ed è stato eletto il suo nuovo Presidente, Riccardo Varone, sindaco di Monterotondo, alla presenza del Presidente nazionale di ANCI, Antonio De Caro, dell’Assessore agli EE LL Alessandra Trocarelli, del Presidente di Federsanità, Tiziana Frittelli, del Presidente di IFEL, Guido Castelli e del Presidente uscente Nicola Marini, Sindaco di Albano.

Tra i materiali documentali dell’Assemblea Congressuale, importante quello della Consulta dei Borghi e Paesi e della Consulta Associazionismo, che ha fatto il punto delle questioni aperte per il comparto, da trasmettere ai tanti giovani Sindaci interventi; vale la pena accennarle:

Riclassificazione dei Comuni sino a 5000 abitanti secondo i criteri vigenti nella UE, vale a dire basati sulla densità calcolata sia sugli abitanti che sulla superficie territoriale amministrata, con soglia inferiore a 80 abitanti per KMq.

Applicazione rigorosa dell’art.44 della Costituzione circa i territori montani, che interessano oltre 4000 dei 5300 Comuni formati da Borghi e Paesi, considerando le Unioni di Comuni Montani, come nuovi enti intermedi.

Revisione della legge Del Rio, soprattutto per la normazione sulle materie attinenti alle Province, che dopo il NO al referendum è diventata incostituzionale e sull’associazionismo obbligatorio e le Unioni, giunto all’ennesimo e inverecondo rinvio.

Sblocco della legge 158/2017, detta Realacci, attraverso l’abrogazione dell’art.1 comma 2, che semplificando procedure burocratiche inapplicabili, consenta ai Comuni sino a 5000 abitanti di essere protagonisti dell’economia, della cultura e dell’identità loro specifiche.

Riforma dei Consigli della Autonomie Locali, attraverso una legge quadro nazionale, oppure di revisione costituzionale.

Stanziamento di risorse significative per i Borghi e Paesi e le aree interne, come già avvenuto per i due provvedimenti da 40.000 e 50.000 euro per i Borghi e Paesi, da stabilizzare negli anni a venire, con indirizzo di destinazione di larga massima.

La trasformazione delle Comunità Montane in Unioni Comuni Montani è una occasione straordinaria per un riordino territoriale che ne consenta un governo semplificato, efficiente ed efficace; la creazione di una cabina di regia o altra forma di coordinamento, può portare alla definizione di un ente intermedio, coordinato con Province e Regione, ciascuno con proprio ruolo e funzione.

Il Consiglio della Autonomie Locali del Lazio, si è dimostrato un clamoroso fallimento delle istanze di partecipazione, interrelazione e collaborazione tra enti locali, Comuni, Province, e Regione garantite dalla l.r. N°14/99.

Infine lo status degli amministratori dei Comuni, che attende da anni dignità, rispetto ruolo che la Costituzione garantisce loro.

Al nuovo Presidente auguri di buon lavoro, i problemi e le sfide non mancano.

Francesco Chiucchiurlotto