La recente infornata dei 1000 superesperti, i cosiddetti NEONAVIGATORS di Renato Brunetta Ministro della Pubblica Amministrazione, sono soltanto uno degli ultimi esempi di un riflesso condizionato con cui il sistema burocratico amministrativo italiano affronta problemi ed emergenze.

Da noi vige l’idolatria della norma, governata da una casta di sacerdoti legibus soluti, (sciolti da ogni vincolo di legge) semplicemente perché sono loro a crearle in quella forma appositamente bizantina e volutamente ridondante, complicata non perché affronta materie complesse, ma perché ispirata al principio ed alla cultura dell’adempimento e quasi mai a quella del risultato.

Una volta fatta la legge, il regolamento, la direttiva, il loro compito è esaurito; su quali effetti produca, buoni o cattivi, migliorie o guasti, non è affar loro, ma dei politici per i quali hanno prodotto fiumi di inchiostro.
Inoltre siccome sono poi sempre loro ad interpretare l’intrigo dei commi e la sovrapposizione degli emendamenti, la monade che incarnano, (sistema perfetto ed autoconclusivo alla base della filosofia di Gottfried Leibnitz) si chiude in se stessa senza timore di essere scalfita dalla realtà esterna.

Esagerazioni? Vediamo: intanto il loro numero (dei Sacerdoti – N.D.R -) è in costante crescita, poiché il sistema si difende riproducendo se stesso, coinvolgendo soggetti ed interessi ad ogni occasione (i 1000, i navigators, i collaboratori, gli esperti, ecc.) , aumentandone il peso specifico ed il raggio d’azione, in simbiosi con i centri del sapere, delle professioni e della politica.

Quale coronamento migliore per un accademico in carriera, che dirigere una Direzione Ministeriale o per un laureato in cerca di meglio o per le seconde e terze file (i trombati) dei partiti recuperate ad un ruolo purchessia; una scrivania non si nega a nessuno.
Sabino Cassese, (lunga vita a Lui) ha analizzato da par suo questo fenomeno espansivo indicando ad esempio la Presidenza del Consiglio dei Ministri, come conseguenza dell’avanzata predatoria del potere esecutivo su quello legislativo, che si consolida nei Dipartimenti, ciascuno dei quali si ripartisce in Uffici e poi in Servizi; Strutture, settori, nuclei, distribuiti in una quindicina di sedi nei palazzi romani.

Al loro paragone, ironizza Cassese, “… Downing Street Number Ten, e Palais Matignon, le sedi del governo britannico e di quello francese, impallidiscono.”
Ora che questo elefantiaco apparato deve vincere la sfida del PNRR, i nodi vengono al pettine: tutto viaggia attraverso bandi, che sono, a voler essere maliziosi, lo strumento perfetto da sempre usato per favorire qualcuno o danneggiare qualcun altro.

Soprattutto il sistema dei bandi rivela che la nostra PA non conosce il territorio e la materia su cui interviene; si affida al caso, alla lotteria dei requisiti e delle scadenze, senza un intervento diretto, oggi possibile, su alcune piaghe storiche, per esempio lo spopolamento di borghi e paesi, che oltre ai fantasiosi bandi dedicati loro, avrebbero bisogno di reti di metano e di banda larga, di strade decenti e di fiscalità di vantaggio, di semplificazione amministrativa e di un ordinamento specifico, mentre combattono contro una Buroasfissia che la PA alimenta in gran parte solo per se stessa.

 

Francesco Chiucchiurlotto

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