Dunque è crisi; per di più agostana, con tutto quel che comporta distogliere gli Italiani dalle più o meno meritate vacanze, nei più o meno costosi soggiorni: insomma aleggia un che di irritante dalla decisione presa dal Capitan Salvini, ed una domanda semplice, semplice; perché proprio adesso?

Già, perché con le Camere in dismissione, con la cerimonia del ventaglio già svolta tra stampa e Presidente Mattarella,  con gli ultimi colpi andati a segno, come il “Sicurezza bis” e la TAV, con i Cinquestelle nell’angolo?

L’idea che mi sovviene è quella di assistere alle vicende da feuilleton o romanzo d’appendice della seconda metà dell’ottocento, tutte piene di intricati rapporti amorosi e familiari, riconoscimenti improvvisi, colpi di scena, immancabili “lieto fine”.

Siccome i capitoli venivano pubblicati settimanalmente, si doveva interessare il lettore al seguito della storia che quindi doveva per forza essere sorprendente, al limite dell’assurdità, oltre il consueto e lo scontato; un po’ come i nei nostri social media.

Per esempio le 22 puntate di “Capitan Fracassa”, romanzone di Theophile Gautier, 1863, che abbiamo letto al liceo negli studi di francese, ha qualche spunto di analogia, se non altro per il titolo, dei due Capitani.

La storia si svolge in Francia, nella prima metà del XVII sec., sotto il regno di Luigi XIII. Il giovane barone di Sigognac, (Salvini) ultimo povero discendente di una nobilissima famiglia, vive miseramente tra le rovine dell’avito castello in Guascogna (Padania), approfittando del passaggio di una compagnia di attori (Lega Nord) diretti a Parigi (Roma Ladrona) accetta l’invito di seguirli.

La morte, durante una tempesta (scandalistica), dell’attore protagonista (Umberto Bossi) lascia la compagnia in grandi difficoltà, ma Sigognac decide di sostituirlo, utilizzando lo pseudonimo di Capitan Fracassa. (da Lega Nord a Lega e basta) Il nuovo personaggio creato riscuote immediatamente un enorme successo (spopolando nei sondaggi).

Gli si contrappone però il Duca di Vallombrosa (Di Maio), presuntuoso e prepotente (M5S ed i Vaffaday) con cui ingaggia una lotta senza quartiere. Alla fine, Capitan Fracassa convolerà a giuste nozze (presa solitaria del potere) con Isabella (la nostra Italia), la donna contesagli dal Duca, la quale si scoprirà essere una nobile scomparsa infante, e quando gli muore Belzebù, il suo gatto, sotterrandolo scopre un tesoro ( 49 milioni di euro) che lo farà diventare ricco e felice.

Theophile Gautier con il trionfo di Capitan Fracassa si è così conquistato il suo pubblico di lettori, lasciandoli, dopo mesi di fiato sospeso, soddisfatti e sereni come ogni happy end comporta.

Per l’altro Capitano, Matteo Salvini, le cose sono diverse ed anche molto complesse e nel proseguo delle puntate del feuilleton capiremo meglio.

Ma intanto alcune riflessioni che attengono Mattarella ed il suo atteggiamento per garantire comunque una governabilità, visto che lo spread è subito schizzato all’in su ed alcune motivazioni scomode, che si possono presumere.

Una sicuramente è quella di evitare il taglio dei Parlamentari, che per un partito strutturato e territoriale come la Lega, sarebbe un brutto colpo sia in termini di poltrone da distribuire, sia in termini denaro che verrebbe a mancare.

C’è poi un villain, un cattivo, un guastafeste, che nel romanzo manca: un certo Cottarelli !

Francesco Chiucchiurlotto