Il ruolo che il quotidiano La Repubblica ha svolto e continua a svolgere per la sinistra, intendendo quell’opinione pubblica italiana, progressista, laica e piccolo/medioborghese, che vota oggi PD e dintorni, è stato senza dubbio rilevante, nel bene e nel male, ed io propendo più per il secondo giudizio.

Oggi, dopo il Fondatore Eugenio Scalfari, ultranovantenne e si sente, l’autorità morale de La Repubblica è senza dubbio il già Direttore Ezio Mauro e nel recente fondo “La legge superiore” affronta e stigmatizza una serie di questioni legate all’immigrazione ed al caso Sea-Watch 3; ebbene, siccome non mi convince provo ad argomentare.

Inizia con una affermazione condivisibile: la pervasità dei media ci porta a vedere, discutere, interpretare, non i fatti ma la loro interpretazione (io avrei detto percezione indotta).

Ezio Mauro indica in Salvini il manipolatore del caso Sea-Watch in quanto 1) ne fa una minaccia epocale per noi e l’Europa e 2) si traveste da sacro difensore dei confini della patria, a fronte di 42 disperati raccolti in mare.

Messa così si saltano una serie di ragioni che Salvini ha immesso, innovando, nel dibattito italiano, che possono essere riassunte: nel rifiuto di una politica dell’accoglienza tout court, del chi viene viene; del contrasto al ruolo dei trafficanti di esseri umani, che anche con “navi madri” portavano a cifre consistenti i profughi in mare aperto, per poi abbandonarli su mezzi fatiscenti e di fortuna, con il presupposto verificato, che una volta messi in pericolo di vita qualcuno sarebbe intervenuto a salvarli.

Quindi lo svelamento del ruolo oggettivamente ambiguo delle navi di soccorso ONG, che diventavano un segmento indispensabile della strategia criminale dei trafficanti.

Perché un padre di famiglia deve rischiare la vita dei suoi se non vede almeno una minima prospettiva di soccorso che può venire da navi vicine o da navi che cercano proprio loro per portarli in salvo?

Le migliaia di morti in mare sono avvenute per questo cortocircuito logico: io so che qualcuno mi salverà comunque, anche se mi affido a dei criminali; d’all’atra parte i soccorritori ONG salpano con il presupposto che i trafficanti agiscano per mettere in pericolo tanta povera gente.

Spezzato questo circuito il grosso del traffico è cessato e la sfida della Capitana, se fosse in qualche modo vincente, rischierebbe di ripristinarlo.

Ecco quindi che i richiami alla morale, agli imperativi etici della dignità della persona, addirittura alla nostra Costituzione ed alla Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo, che fa Ezio Mauro, non sono contestualizzati, ma esibiti in astratto e addirittura non si sa a chi rivolti.

Infatti per chi la convenienza prevale sulla coscienza? Chi non è all’altezza delle norme che si è dato per migliorare la propria vita? Per chi indifferenza e cinismo sono gli approcci a questi drammi?

Siamo solo noi Italiani o anche gli altri 27 stati membri della UE centrano qualcosa? L’ONU la Fao e gli altri organismi internazionali ? I cattivi sono solo Salvini e prima di lui Minniti, o anche la Carola Rackete che scherza con il fuoco della vita di tanti disperati, inducendoli a rischiare un’alea di salvezza?

E le ipotesi serie d’integrazione per un paese demograficamente a rischio default, come l’Italia, cui fanno da contraltare i lager funzionanti da noi come centri di accoglienza fino a poco tempo fa? Non sarebbe questa una battaglia prioritaria della sinistra?

Sarei veramente curioso di una risposta, anche perché il ragazzotto che oggi imperversa come Capitano della Nave Italia, mi pare abbia gioco troppo facile su questi argomenti.

Francesco Chiucchiurlotto

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