Francesco Chiucchiurlotto
Francesco Chiucchiurlotto

VITERBO – C’è una disciplina scientifica in grado di prevedere il comportamento sociopolitico dei cittadini ed in particolare la loro scelta elettorale?

Cioè è possibile, studiando alcuni aspetti del comportamento di milioni di persone, determinare con minimi margini di errore il futuro di possibili governi, di future scelte economiche, quale debba essere carisma vincente di leaders, il programma perfetto di un partito, una storytelling incontrastabile e trionfante?

Certo !! si chiama Psicostoriografia, che su basi matematiche, statistiche e psicanalitiche riesce ad individuare con altissimi tassi di probabilità, i futuri sviluppi di una società data.

Il suo inventore si chiama Hari Seldon, ed ha creato una vera e propria classe di psicostoriografi e lasciato una monumentale opera studiata in tutto l’universo.

Già l’Universo, perchè siamo nella realtà fantascientifica creata da Isaac Asimov nel suo ciclo di ben 7 romanzi chiamato “Fondazione”, in cui appunto narra l’influenza della Psicostoriografia nello svolgimento di episodi sociopolitici in un’era galattica immaginaria ed affascinante (chi non l’ha ancora fatto, li legga).

Ora non ci vuole la psicostoriografia per capire ed interpretare la realtà italiana in vista delle prossime elezioni; alcune caratteristiche difficilmente variabili nei prossimi mesi, sono ben visibili e l’escursus sin qui fatto sui partiti di massa del dopoguerra aiuta e non poco.

La coalizione possibile dopo le elezioni tedesche, chiamata dai colori Giamaicani (Nero Merkel, giallo liberali e verde i verdi), insegna che poco cambierà per la governabilità di quel paese, ma molto invece nei contenuti di quel governo; altra lezione è che i temi della sicurezza “percepita”, messa in pericolo dai migranti, dalla crisi sia economica che dei valori tradizionali, sposta l’asse politico a destra, ed è perfettamente inutile chiamare questo fenomeno populista, quando i populismi, compreso quello governativo, impazzano.
Stranamente in tanta confusione ci sono dei punti fermi che tranquillizzano chi , come la Merkel in Germania è su posizioni di maggioranza relativa; è come stare nel classico “occhio del ciclone”: intorno infuriano gli elementi, si scompagina l’ambiente, non si vede al di la del naso, dentro invece, calma piatta, raziocinio e nervi saldi.

Non sono Hari Seldon, ma non ci vuole molto per capire che la situazione elettorale italiana sarà caratterizzata da una necessitata “Grosse Koalition” alla tarallucci e vino, tra Partito Democratico e Forza Italia, con qualche accessorio e pertinenza.

Infatti la melina sulla legge elettorale, sia con il Rosatellum o il Consultellum, porterà ad un primo partito che per vantaggio elettorale cercherà in Parlamento una maggioranza spendibile per governare almeno qualche anno.

Scommetto che tale partito non sarà l’M5S, perché l’elettorato che l’ha sostenuto sinora si sposterà a destra, sia per il vento che tira in Europa, sia per la tutela alle proprie paure e dei propri interessi, che Di Maio & C, dopo le vicende Raggi, Rousseau ecc. non sembrano assicurare.

Quindi il primo partito o la prima coalizione, di destra o di sinistra a questo punto conta poco proporrà un governo di emergenza nazionale; non è il Partito della Nazione, ma gli somiglia molto.

Francesco Chiucchiurlotto (Res 109)

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