Francesco Chiucchiurlotto
Francesco Chiucchiurlotto

VITERBO – Il 26 dicembre del 1946 viene ufficialmente costituito a Roma Il Movimento Sociale Italiano con una Giunta Esecutiva con a capo Giacinto Trevisonno; si da per simbolo una fiamma tricolore, già adottata dagli Arditi della prima guerra mondiale, che si sprigiona da un trapezio isoscele con la scritta MSI, presumibilmente la bara di Benito Mussolini.

L’esordio nella politica attiva si ebbe nelle elezioni per il Comune di Roma dell’anno successivo, con l’elezione di 3 Consiglieri Comunali, tra l’altro determinanti per l’elezione a Sindaco di Salvatore Rebecchini; alle elezioni politiche del 18 aprile 1948 ottenne il 2,01 % e 6 deputati tra cui Giorgio Almirante, divenuto nel frattempo Segretario.

Nel giugno dello stesso anno si tenne a Napoli il primo congresso del MSI: viene confermato Almirante Segretario e precisata la linea politica e con De Marsanich la posizione sul fascismo, con “ Non rinnegare e non restaurare”, per tenere insieme le due correnti, i socializzatori ed i corporativisti più moderati.

Con la scomparsa del movimento Fronte dell’Uomo Qualunque, di Guglielmo Giannini, aumentarono le adesioni soprattutto nelle grandi città del sud, con percentuali sino al 15%, ma si approfondirono le divisioni interne sino alla scissione di Pino Rauti con Ordine Nuovo nel 1956, dopo le Segreterie di Augusto De Marsanich ed Arturo Michelini.

Nel 1970 la Rivolta di Reggio Calabria, poi la destra extraparlamentare, gli anni di piombo e le formazioni armate clandestine, l’arco costituzionale, la confluenza dei monarchici, il saliscendi elettorale, i voti in frigorifero di andreottiana memoria, furono momenti in cui si distinsero le capacità politiche di Almirante, quello col doppiopetto, sino alla sua morte nel 1988, un giorno dopo quella di un altro esponente di rilievo missino, Pino Romualdi.

E’ Gianfranco Fini, suo delfino a prendere nel 1991, appena trentacinquenne, in mano il partito; il suo progetto politico è Alleanza Nazionale, un polo nazionale di centro destra che raccolga il voto moderato senza referenza, sino a formare il quarto contenitore politico, dopo la sinistra, il centro, la Lega Nord.

L’incontro con Berlusconi nel 1994, la Svolta di Fiuggi dell’anno successivo, con lo scioglimento del MSI-DN, al governo nel ’94, nel 2001, e nel 2008, la creazione del Popolo delle Libertà, sino al “che fai, mi cacci?” del 22 aprile 2010, e la liquidazione di AN del 2013, si consuma la parabola di uno dei più importanti politici italiani.

Oggi Fratelli d’Italia, erede di quella storia che ha caratterizzato profondamente la destra italiana, viaggia intorno al 3/4 %, ma soprattutto per la leadership di Giorgia Meloni, dimostra una vivacità ed un ruolo netti e riconoscibili; l’impressione è che gran parte dei “missini” abbiano trovato casa nel Movimento 5 Stelle e rafforzino l’esercito del non voto.

Una politica sociale molto pronunciata a favore dei ceti deboli ed emarginati; l’egemonia insieme alla Lega di Salvini sui temi di pancia come sicurezza ed immigrazione, lasciano intravedere un protagonismo popolarpopulista che avrà sicuramente riscontri nelle prossime elezioni politiche.

Francesco Chiucchiurlotto (Res 109)

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