Il 13 luglio us si è riunita a Torino la Direzione Nazionale del PD: nel corso del suo intervento il segretario nazionale, Nicola Zingaretti, ha presentato la nuova piattaforma della Costituente delle Idee del Partito Democratico, lo strumento per chiamare a raccolta la società italiana sulle idee e sulle proposte del PD per cambiare l’Italia e renderla più verde, giusta e competitiva: “Dobbiamo lavorare al Piano per l’Italia per dare al Paese un progetto che oggi non c’è: dobbiamo alzare gli occhi e guardare il nostro futuro, avviare una Costituente delle Idee, nella rete come nei territori”. Zingaretti in proposito ha annunciato che dall’8 al 10 novembre si terrà a un grande evento proprio su questo.

Ora, avendo l’insana attitudine, stavo per dire vizio, di sorbirmi spesso in rete gli interventi integrali di queste assise politiche, ho quasi sobbalzato nell’ascoltare la proposta ambiziosa e consentitemi “movimentista” del Segretario PD che ho virgolettato sopra.

Primo, perché è un cambio di passo riuscire a “guardare in faccia il proprio futuro” attraverso una sorta di lavacro concettuale e dialettico che coinvolga milioni di persone, al posto del “duro e noioso” lavoro di analisi, studio e confronto che tocca alle classi dirigenti, come ammoniva Enrico Berlinguer e consigliava ai giovani esagitati degli anni settanta; poi per un senso di deja vu della proposta.

Infatti non mi sbagliavo sul “deja vu” perché già nel 2017 dal 24 al 26 febbraio si è tenuta a Roma una analoga Costituente delle Idee, promossa da Peppe Civati, sfortunato alter ego leopoldiano di Matteo Renzi, Segretario di Possibile, prima corrente interna al PD, poi dal 21 giugno 2014 nuovo partito, con nuovi e sperimentali organi: Segretario, Comitato Organizzativo, Comitato Scientifico, Comitato di Garanzia, per dirimere le controversie (letterale!).

L’idea di Possibile quindi, sostenuta da 5000 iscritti fondatori, era appunto quella di suscitare un dibattito nazionale sulle idee della sinistra, trarne delle sintesi, formare dei Comitati di almeno 10 persone (Zing ne propone addirittura 3) che aderendo alla Costituente, partecipino poi agli Stati Generali di una rinascita o rigenerazione di quella di cui molti siamo orfani inconsolabili, che viene chiamata Sinistra.

Ora con tutta la buona volontà non riesco a memorizzare qualcosa che sia rimasto nel nostro panorama politico in modo significativo ed utile di quella esperienza civatiana; e non suoni menagramo, essendo tra l’altro inguaribilmente movimentista, se avanzo qualche dubbio sulla proposta attuale di Costituente delle Idee; tra l’altro procrastinata a novembre, cioè in un era, che in politica si misura come dire dal cenozoico al paleozoico.

Eppure l’afflato iniziale della proposta pare abbia convinto il Parlamentino PD e quindi non mettendo limiti alla Provvidenza possiamo sempre sperare in un suo esito positivo, se non altro di mobilitazione di una base che non cerca altro se non occasioni di partecipazione e riscatto.

Ma Nicola Zingaretti potrebbe come Presidente di Regione dare subito indicazioni nazionali di tutto rispetto: sull’acqua pubblica per esempio portando a compimento la legge regionale n°5/2014 ed istituendo l’ Ambito Territoriale Regionale ai sensi del DL N°152/2006; sui rifiuti, salvando Roma e dando una lezione indimenticabile all’ M5S; sul Sistema Regionale degli Enti Locali ai sensi del Tuel, facendo del Lazio una Regione pilota nel governo del territorio; ecc. ecc. ecc. Basterebbe!!

 

Francesco Chiucchiurlotto

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