Francesco Chiucchiurlotto
Francesco Chiucchiurlotto

VITERBO I giornali ci dicono tutti che il gradimento del governo è al 62%, chiosando che la luna di miele con il Paese reale continua.
Il terzetto di mischia alla guida si è amalgamato: un Premier discreto, elegante, telegenico (doti necessarie anche se insufficienti); i due Vicepresidenti del Consiglio che si alternano nella pervasività dei media, garantendo la copertura dei due grandi ambiti con cui analizziamo la politica nazionale, cioè di destra e i dsinistra.

Siamo veramente ad un cambio epocale di paradigma socioculturale rappresentato dal governo populista più importante d’Europa, che ci costringe a buttare alle ortiche tutto l’armamentario interpretativo ed interdisciplinare che hanno maturato le democrazie occidentali del XIX e XX secolo?

Oppure siamo di fronte al già visto del consenso per la tecnocrazia alla Monti o la rampantocrazia alla Renzi, destinate ad una parabola ardita quanto breve nel tempo?

A mio parere tutte e due le cose: cioè ci sono elementi strutturali nuovi con i quali tutti faranno i conti a lungo, e ne ho individuati quattro; e c’è comunque un’impronta cialtron-canagliesca di conio italico che darà al sistema un corto respiro temporale, a meno di rapide e per ora insospettate mutazioni.

E’ ormai pacifica e condivisa la seguente analisi: 1 – Nell’Occidente prospero e democratico si è arrestato l’ascensore sociale che garantiva alle nuove generazioni un futuro migliore di quello dei loro padri, provocando invecchiamento ed impoverimento del “popolo”; in più quell’ascensore minaccia di scendere o addirittura di precipitare. 2 – I mass media tradizionali, giornali e televisioni, avevano raggiunto un tale effetto di omologazione da produrre fattori aggreganti e positivi (associazioni, partiti) per la tenuta dell’establishment; oggi invece i social media hanno scomposto l’opinione pubblica (alla base di ogni società democratica) in tanti rivoli di utenza solipsistica ed occasionale; verrebbe da dire: dal nazional popolare al nazional populista. 3 – Le democrazie occidentali nascono e si sviluppano sulla base di una mono-etnia bianca, cristiana ad egemonia culturale anglosassone; base oggi sconvolta, almeno nella percezione del “popolo”, dai fenomeni migratori. 4 – Il concetto, il valore, la pratica della rappresentanza politica e sociale, è in crisi profonda ed apparentemente per il “popolo” una crisi irreversibile, perché a forza di disintermediare e centralizzare la catena diffusa del comando si è fatta corta e cortissima.
Tutto ciò produce dosi massicce di ansia, insicurezza, rabbia, che a loro volta richiedono per antidoto, certezze, protezioni, sfogo.

Qui il cerchio si chiude e le domande iniziali possono trovare appunto risposte diverse a seconda di chi saprà esaudire quelle richieste con le proprie proposte; perché certezze, protezioni, sfogo non sono monopolio di nessuno, di destra o di sinistra che sia; e se nell’odierna competizione appare più convincente e vincente la destra è semplicemente perché oggi ne è più preparata ed anche predisposta storicamente e culturalmente.

Niente impedisce alla sinistra ed in particolare al PD, di dare risposte di segno opposto, ma parimenti convincenti e vincenti sui quei 4 punti, a patto che sappia della loro esistenza.

Francesco Chiucchiurlotto (Res 172)
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