Francesco Chiucchiurlotto
Francesco Chiucchiurlotto

Venerdì 11 marzo 1921
Escalation squadristica
• La devastazione della cooperativa di consumo di Rolo avvia una campagna di violenze contro l’amministrazione municipale socialista: dimissionario nel giro di pochi giorni il consiglio comunale, «banditi» i dirigenti della cooperativa e deil’ufficio di collocamento. Invasa inoltre la camera del lavoro di Lussinpiccolo (Pola). [Franzinelli1]

Sabato 12 marzo 1921
Giacomo Matteotti aggredito a Castelguglielmino
• Matteotti va a Castelguglielmino, nel rovigiano, per una riunione con le leghe, accompagnato dal sindaco di Pincara. Lì si erano concentrati i fascisti della provincia, che impediscono la riunione e devastano l’ufficio della lega. Matteotti viene portato nella sede dell’Agraria, trattenuto per molte ore, minacciato e insultato. Quindi caricato su un camion e portato in giro per le campagne, ripetutamente minacciato di morte. Forse stuprato. Lo rilasciano a Lendinara a tarda notte e lo obbligano a tornare a Rovigo a piedi. Gli dicono che se non vuole problemi maggiori è meglio che lasci la provincia. [Romanato 2011]
Bastonato l’onorevole Donati
• Il congresso provinciale socialista di Modena viene interrotto e disperso da squadristi, che percuotono al capo il deputato Pio Donati. I dirigenti socialisti accusano il questore della città di aver informato i fascisti della riunione, organizzata nel massimo riserbo per evitare provocazioni. [Franzinelli1]
Vilipeso l’onorevole Enrico Ferri
• Riconosciuto dai fascisti all’uscita del Tribunale di Bologna, dove si era recato per difendere un imputato, il vecchio parlamentare socialista è inseguito, sputacchiato e bastonato insieme agli agenti della scorta. [Franzinelli1]

Domenica 13 marzo 1921
Violenze generalizzate in tutta Italia
Squadristi provenienti da Modena, Ferrara e Verona compiono un’operazione in grande stile a Poggio Rusc assalita la Camera del lavoro, percuotono una trentina di socialisti, costringono alle dimissioni i consiglieri comunali e bandiscono dal paese il sindaco. Devastate le sedi delle associazioni socialiste di Vittoria (Rg). [Franzinelli1]
Sparizione di un deputato socialista
• Rinvenuto in una galleria ferroviaria nei pressi di Pizzo Calabro (Vv) il cadavere dell’onorevole Domenico Piccoli. Dubbi sul motivo della morte del deputato vicentino verranno espressi da Turati nella commemorazione alla Camera: la stampa fascista aveva infatti intimato ai deputati socialisti di non rimettere piede in Calabria. [Franzinelli1]
Morte di un agrario fascista
• L’affittuario ferrarese Alberto Tognoli (responsabile nel giugno 1920 dell’omicidio di 2 socialisti) viene ucciso durante una spedizione puntiva a Coronella (Fe); per rappresaglia è bastonato a sangue il consigliere provinciale socialista Pietro Carletti. [Franzinelli1]

Lunedì 14 marzo 1921
Aggrediti Prampolini e Zibordi
• Un gruppo di squadristi irrompe nella redazione del foglio socialdemocratico La Giustizia, insulta e percuote i due deputati accusandoli del trasferimento da Reggio di un capitano dei carabinieri filofascista. [Franzinelli1]
Assaltato il municipio di Corigliano
• Assaltato il municipio socialista di Corigliano (Cs) durante la seduta del consiglio comunale. [Franzinelli1]
Ho fatto a caso copia incolla delle cronache politiche di alcuni giorni del marzo 1921, nella ricostruzione certosina di Giorgio Dell’Arti del triennio terribile della storia italiana 1921/23, nei quali si contarono qualche migliaio di morti nelle file socialiste, comuniste e popolari a fronte di qualche centinaio in quelle fasciste, peraltro molto celebrate nel Ventennio.

In quel triennio fu “ distrutta tutta l’intelaiatura organizzativa (sedi di partito e sindacato, case del popolo, redazioni, tipografie ecc.) del movimento popolare, dai partiti (socialista, comunista, popolare) ai sindacati, dalle cooperative ai circoli ricreativi, con i dirigenti nazionali e soprattutto periferici, braccati, uccisi, feriti, costretti all’esilio; i licenziamenti in connessione con la crisi economica, fatti con criteri di discriminazione politica pro fascismo, decapitarono il movimento. I disoccupati che erano 102.000 alla fine del 1920, salgono a 389.000 nel dicembre e 607.000 nel gennaio 1922” (Renzo del Carria).

In mille giorni i Fascisti cambiano in tutta Italia a loro favore i rapporti di forza politici e sociali con una strategia che si basava sulla violenza fisica e morale esercitata capillarmente su tutti coloro che contrastavano o avrebbero potuto contrastare la loro avanzata, con la connivenza palese dello Stato in tutte le sue articolazioni, strumentalizzando le posizioni rivoluzionarie e filosovietiche del Partito Comunista d’Italia, speculando sull’insensatezza di alcuni scioperi ad oltranza, nei servizi pubblici in particolare, che imbestialivano i ceti medi.

Una strategia affatto inversa dalla conquista in Russia del Palazzo d’Inverno; cioè invece dell’attacco ai vertici dello stato, quello alla base sociale, culturale e politica di una possibile alternativa.

Gli iscritti al Partito Nazionale Fascista, da inizio anno ad aprile 1921, passano da 80.000 a 187.000, i legami con industriali ed agrari si consolidano, la Marcia su Roma diviene una prova di forza per un obiettivo politico scontato, l’incarico di governo a Mussolini, che pur non sbagliando una mossa, prudentemente assiste alla Marcia da Milano.

Allora, questa è una pagina poco conosciuta nei suoi termini quantitativi e nella sua portata storica, scritta da quel meccanismo organizzativo chiamato Squadrismo, che fu l’invenzione decisiva per la presa del potere da parte di Benito Mussolini.

Parliamo di migliaia di omicidi, pestaggi, bastonature, intimidazioni, minacce, ricatti, soprusi sul lavoro e nel sociale quotidiano, perpetrati spesso con la passiva ed a volte attiva presenza delle forze dell’ordine, con la complicità di alcuni Prefetti e vertici dei Carabinieri e dell’Esercito.

Come potette avvenire una sorta di acculturazione di massa che spostò la percezione delle ragioni tutte da una parte nonostante le brutalità e perfino i crimini perpetrati, è ancora una questione da approfondire, nonostante i circa cent’anni trascorsi.

Tutto ciò centra poco o nulla con gli allarmi di un possibile attuale pericolo fascista, motivati dagli scomposti ed intimidatori interventi di Forza Nuova, Casa Pound, Skin Heads di provincia e quant’altro si muove tra i giovani che tra l’altro hanno la percentuale di disoccupazione più alta d’Europa, e che tra l’altro non lavorano e neanche studiano.

Eppure un recente sondaggio rivela che il 46% degli Italiani intervistati ritiene molto o abbastanza diffuso il fascismo nel Paese.

Probabilmente lo spazio mediatico conquistato con azioni intimidatorie ben congegnate è esagerato, come sommaria e superficiale è la conoscenza storica del fenomeno per dimensionarlo e compararlo nella sua giusta portata .

Si sta innestando una sorta di contr ’altare alle percezioni immotivate sull’invasione dei migranti, sulle minacce incombenti di una cultura musulmana invasiva e totalitaria, quella, su un sovranismo provinciale e burino come unica difesa, che riesce a far proseliti nelle fasce culturalmente più deboli, o più in generale ai temi dell’insicurezza parossistica.

Credo che la nostra crisi non solo economica, ma anche valoriale, produca questi fenomeni in escalation l’uno, di destra, sull’altro, di sinistra, in un doppio abbaglio.

Non c’è bisogno di nuove leggi repressive della simbologia e fraseologia fascista, ma vanno approfondite le culture antifasciste, per una ricostruzione vera e condivisa di quel periodo storico; inoltre tutte queste pericolose false percezioni della nostra realtà, vanno smontate con la forza dei numeri e degli argomenti, oltre naturalmente ove occorra con i vigenti strumenti di ordine pubblico.

Francesco Chiucchiurlotto (Res 123)

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