Francesco Chiucchiurlotto
Francesco Chiucchiurlotto

VITERBO – Nel 1982 il Presidente dell’ENEL Francesco Corbellini venne a Latera per firmare due importanti Convenzioni: una con il Comune di Latera sulle prospezioni geotermiche finalizzate alla produzione di energia elettrica ed impiego dei fluidi di risulta per riscaldare serre florovivaistiche ed una con la Provincia di Viterbo sulla viabilità da e per il cantiere della costruenda centrale termonucleare di Montalto di Castro, sottoposta ad una usura straordinaria.

La provincia di Viterbo entrava nella storia energetica italiana, per uscirne qualche lustro dopo in malomodo.

Del nucleare spazzato via da un referendum, c’è poco da dire; sulla geotermia invece se ne parla ancora e spesso a sproposito.

Credo sia utile ripercorrere un tratto di quella storia in cui furono poste le premesse di un dibattito, sull’impiego dei fluidi geotermici, che è attuale tuttora; mi riferisco agli atti di un convegno, o meglio di una Giornata di Studio, tenuta a Latera il 16 ottobre 1999, dal titolo “La geotermia a Latera: ambiente e sviluppo”.

L’ing. Enrico Barbier, dell’Istituto internazionale per le ricerche geotermiche del CNR di Pisa, un’autorità mondiale del settore, esordisce nella presentazione di tali atti:” Ogni generazione di energia ha sempre un impatto sull’ambiente e contiene in se elementi di rischio per la vita e la salute umana. Rischi che possono e debbono essere minimizzati, ma che non potranno mai in nessun caso venire eliminati completamente.”

“La geotermia “ prosegue l’Ing. Barbier ” è una fonte potenzialmente rinnovabile; anch’essa ha un impatto sull’ambiente e presenta qualche problema in più rispetto all’energia solare. Il suo uso, tuttavia, è pienamente controllabile e le tecnologie per minimizzare i possibili danni sono, in gran parte, disponibili e già applicate in molti casi.”

Un approccio intellettualmente onesto, che non semplifica ne esalta, e che nel proseguo della giornata assume i contorni ed i contenuti scientifici appropriati con interventi e documentazioni di primissimo livello.

La documentazione di quella giornata di studio dovrebbero essere reperibili in Comune; per quel che mi riguarda li ho nella mia libreria perché come funzionario della Provincia di Viterbo ed in particolare dell’Assessorato Fonti Energetiche, costituivano dal punto di vista amministrativo, non certo scientifico, materiale di lavoro.

La centrale geotermoelettrica di Latera entrò in esercizio nel maggio 1999 e presentò subito problemi di compatibilità ambientale per le emissioni di idrogeno solforato in quantità tali da spandere nelle abitazioni di Latera e nella valle della caldera l’insopportabile odore di uova marce, che portò a breve alla chiusura dell’impianto.

Il convegno non giunse a conclusioni impostando però bene la problematica; ma certo gli errori, le sottovalutazioni, le approssimazioni, non solo dell’uso della fonte geotermica, ma anche dell’impiego dei fluidi di risulta, cui fu connessa la realizzazione di serre e addirittura lo svolgimento di corsi di formazione ENEA per la loro gestione, furono clamorosi.

Oggi con 18 anni di evoluzione tecnologica intervenuta e col senno del poi, si può riprendere una seria analisi di quanto è in corso e di quanto è governabile per lo sviluppo di un’area in continuo degrado? Credo di si.

Francesco Chiucchiurlotto Res 104 – 25.08.17

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