Francesco Chiucchiurlotto
Francesco Chiucchiurlotto

VITERBO – I Francesi sono stati definiti come “Italiani tristi”, e ce l’hanno un po’ con noi perché ci vedono come spensierati buontemponi che vivono al di sopra delle loro possibilità.
Loro hanno la “Grandeur”, con la bomba atomica, decine di centrali nucleari, le ex colonie africane, un posto al Consiglio di Sicurezza dell’ONU, una quarantina di Stati che hanno adottato la loro lingua, la tour Effeil, lo champagne ecc.ecc. ma spesso sono di pessimo umore.

Eppure dobbiamo loro molto: ci hanno insegnato i valori della tolleranza con l’illuminismo, quelli classici della Rivoluzione del 1789, a fare il vino, ad andare a Parigi per respirare libere e nuove idee.

C’è poi la loro politica e le loro istituzioni, roba seria, solida, duratura, evolutasi in ben 5 Repubbliche, ed un episodio che potrebbe tornarci utile in questi giorni di dibattito sul come rilanciare la sinistra italiana in pessime condizioni: il Congresso di Epiney del 1971, di Unificazione dei Socialisti francesi, che avviò l’ascesa alla Presidenza di Francois Mitterand.

Il Partito Socialista francese era una delle tante formazioni che con il Partito Comunista Francese costituivano l’area della sinistra; c’era il Partito Socialista Unitario, La Convenzione delle Istituzioni Repubblicane (il CIR di Mitterand), Il Raggruppamento dei Club (Giacobini, Democrazia ed Università, ecc.), diverse formazioni cristiane.

Il Congresso si svolge dall’11 al 13 giugno e si conclude con il capolavoro tattico di Mitterand, di riunificare quel mondo, facendolo da sinistra, sotto lo slogan della “rupture” col capitalismo; si era allora freschi di ’68.

Si comincia venerdi 11 giugno, con i saluti di rito e con l’approvazione del regolamento congressuale, approvato dai 957 delegati ( tra cui 800 socialisti e 97 Convenzionisti), con due voti contrari ed un astenuto.

Sabato viene presentato il nuovo statuto ed il nome, scelto a maggioranza come Parti Socialiste, e l’adesione all’Internazionale Socialista.

Si dibatte per l’elezione del Comitato Direttivo, se adottare il metodo maggioritario con garanzia per le minoranze o il metodo proporzionale, che alla fine viene adottato con sbarramento per le mozioni, al 5%.

Domenica 13 giugno 1971 si passa al voto decisivo delle mozioni, al primo turno: 32,3% Savary-Mollet – 31,8% Mauroy-Defferre – 15,3% Mitterand – 11,5% Poperen – 8,3% Chevenement – 0,6% Buron – 0,2% Vincent ; nel secondo turno le mozioni si riuniscono in due schieramenti e quello di Francois Mitterand ottiene il 51,3% ed Alain Savary il 48,3%.

Ecco che con un regolamento congressuale che consente a tutte le posizioni di esprimersi e contarsi ed infine a giungere ad una composizione maggioritaria, con una mozione programmatica vincolante per tutti, che la storia della sinistra francese e della stessa Francia cambiò significativamente; Mitterand governò dal 1981 al 1995.

Può servire l’esempio di Epinay Sur Seine? Sicuramente sì, se si pongono al primo posto le idee e non le persone, le regole democratiche e non quelle plebiscitarie.

Francesco Chiucchiurlotto

Commenta con il tuo account Facebook
Print Friendly, PDF & Email