Nicolò Machiavelli ci ha mostrato, per usare le parole di Ugo Foscolo, “temprando lo scettro ai regnator”, “di che lacrime grondi (esso) e di che sangue”, tanto per avere per la prima volta una visione moderna della politica, lontana dalla volontà divina o semplicemente dalla morale, o dalla retorica del sempiterno politicamente corretto, sino al “sangue e merda” con cui Rino Formica la definiva.

Tutto questo per dire che probabilmente andrebbe introdotto un nuovo reato penale, quello di cattiva politica; naturalmente quando è provato al di sopra di ogni ragionevole dubbio, che si è agito in malafede circa i prevedibilissimi effetti di una norma giuridica, legge, o altro provvedimento burocratico amministrativo, che avesse arrecato danno alla collettività.

Certo ai tempi di Machiavelli ci si ammazzava, pugnale, veleno, spingarda, per far trionfare una politica che era buona in quanto vincente; la storia la scrivevano con il sangue dei vinti i vincitori e quindi c’era poco da discutere.

Ma in democrazia è tollerabile che attraverso la formazione di leggi si danneggi la res publica?

Che il sindacato sulla produzione parlamentare di provvedimenti, si concentri sulla costituzionalità o meno, sulla copertura finanziaria o meno, sulle procedure corrette o meno?

Possibile che nessuno arrivi a capire e quindi a sanzionare, delle leggi criminogene, dannose, devastanti, antisistema, e quindi a sottoporle ad un vaglio giudiziario penale?

Naturalmente, ripeto, quando già ab origine, sia palese e conscio l’effetto di esse.

Stiamo vivendo una esperienza di governo unica al mondo, in cui due partiti diversissimi, senza alcuna idea di fondo, senza alcun valore essenziale, senza alcuna visione futura in comune, fanno un contratto per l’esercizio del potere; mettono in comune quello scettro che gronda sangue e lacrime e se lo danno quotidianamente in testa.

Al di la di come la si pensi, possibile che nessuno capisca che tale anomala situazione è il derivato diretto di una legge elettorale, il Rosatellum, concepita, articolata, approvata per avvelenare i pozzi di chi avesse vinto, cioè quella parte degli Italiani che con uno strumento farlocco non potevano che commettere il crimine dell’ingovernabilità perenne?

C’è un altro precedente illustre, quello del Porcellum, creato a tavolino per impedire la vittoria del centrosinistra, che invece vinse ma non riuscì a governare.

Cioè, come ricorda Michele Ainis, il Consiglio d’Europa sanzionò nel 2002 le modifiche elettorali fatte prima di elezioni generali, ma lo fece invano e scientemente da noi si legiferò a danno dell’avversario di turno, ma in realtà a danno della Repubblica, dei cittadini e del diritto ad essere governati senza illogicità e frode legislativa.

In causa ci sono anche i Presidenti della Repubblica che promulgarono quelle leggi elettorali; la Corte Costituzionale che non pose paletti in precedenza; un’intera classe politica interessata al domani ed al massimo al dopodomani dei propri interessi, che se chiede “andate a casa” non capisce che le cose non possono cambiare con il voto.

Questo tema della legge elettorale che blocca il sistema democratico è di una gravità inaudita, ma nessuno ne parla. Bah!

Francesco Chiucchiurlotto

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