Francesco Chiucchiurlotto

 

VITERBO – La topografia in politica ha la sua importanza e la decisione di svolgere la Direzione del PD a Via Alibert pare ne sia la dimostrazione: si esce dalla sede del Nazareno, si attraversa Piazza di Spagna verso Piazza del popolo e fatti trenta metri a destra si imbocca un vicolo cieco con in fondo l’ingresso al Centro Congressi dove si svolgono le assise democratiche.
In Via Alibert c’è una famosa galleria d’arte che ospita in questi giorni una retrospettiva del surrealista Thayant, quello che inventò la tuta da passeggio, un completo tutto un pezzo, gilet/pantaloni.
Un transennamento tiene separati gli operatori dei media dai partecipanti, ma non c’è red carpet per i pesi più o meno massimi che si affrettano all’entrata, taluno concedendo interviste la cui lunghezza è inversamente proporzionale al peso accennato.

Si inizia, a proposito di Surrealismo, con gli altoparlanti che diffondono Occidentali’s Karma, la canzone vincitrice del Festival di San Remo per poi passare all’inno di Mameli che i 7 della Presidenza intonano in piedi nella curiosa disposizione dei due banchi convergenti verso un modesto podio; da notare nei 7, che ben tre portano il nome di Matteo, in voga ai primi degli anni ’70 insieme a Mattia e Kevin (Kevin Renzi non lo avremmo sopportato, anche perché in nomine omen, avrebbe trionfato al cinema).

Il Segretario è leggermente ingrassato ed il pullover blu che ha reso leggendario Marchionne, ma all’inizio carriera anche Berlusconi, gli gioca brutti scherzi infagottando l’adipe; incredibilmente non si è raso di fresco ed una specie di ombra grigia sul mento accentua quella patina d’insicurezza che accompagna il suo incipit.

“Post Referendum, lancette indietro, Caminetti, scenari internazionali, ceti medi, curva di Milanovich, quella a proboscide d’elefante ecc.”

Passa una mezz’ora prima di sentire il primo applauso scrosciante, niente di paragonabile però alla standing ovation di Rimini, quando indica che l’alternativa non è al Renzismo, ma al Trumpismo ed al Grillismo.

“Piano Junker, meriti in UE, cultura, identità società aperta; spese militari e culturali fuori dal patto di stabilità” (qualcuno poi aggiungerà le spese per la ricostruzione dal terremoto e la sua prevenzione; quelle per i migranti; quelle per il sociale, come a dire destabilizziamo il patto di stabilità) Citazione di Roosvelt sull’aver paura della paura (applausino) tornare alla politica; chi perde la partita non scappi col pallone; elenco dei meriti del triennio; citazione di Erri Deluca, il nome ebraico contiene il destino, quindi PD…democrazia interna e finalmente: si farà il congresso.

Come, quando, con quali contenuti? Mica Renzi è Jucas Casella “… quando lo decido io…quando lo decido io…”. Sarà l’Assemblea dei delegati sabato o domenica prossima a deciderlo ed a far uscire il PD dal vicolo cieco in cui si è cacciato. Intanto Orlando dopo un perfetto intervento che si sarebbe anni fa definito “doroteo”, se ne va senza votare.

Francesco Chiucchiurlotto (Res 67)

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