A colazione, pranzo e cena e negli intervalli, come con i famosi cinque pasti della perfida Albione, ci sorbiamo porzioni massicce di INFOCOVID: numeri statistici, rilevazioni puntuali, tabelle e tabelline, mappe puntinate ed a colori degradanti, visioni e visure globali, nazionali, regionali e sui quotidiani periferici, provinciali e comunali.

Così le aperture dei telegiornali, le quattro colonne dei quotidiani, l’imperversare dei social media; ma anche i principali argomenti di conversazione in casa, per strada, al bar, aspettando i figli all’uscita dalla scuola.

Così è troppo, troppo poco? E’ in atto una massiccia manipolazione dell’opinione pubblica? La democrazia liberale è in pericolo e si fanno le prove per quella autoritaria? Hanno ragione i negazionisti che c’è qualcosa di torbido e di nascosto?

tabella covid

Una cosa è certa e percepibile quasi ovunque; rispetto alla cosiddetta prima fase oggi, abbandonata la sicumera estiva, c’è inquietudine e per molti motivi che è bene aver chiari; che è bene provarci ad averli chiari; vediamo…

Innanzitutto i numeri: anche i quotidiani leader dell’informazione su carta ed on line, continuano a “dare i numeri”! non è possibili che elenchi e tabelle siano composti di numeri assoluti e non relativi, cioè percentuali, sia a livello locale che globale.

Se metto in cima alla classifica dei contagiati la Lombardia e non dico che ha 10 milioni di abitanti e quindi non ne do il calcolo in percentuale, l’Umbria o anche il Veneto che ne hanno di meno mi appaiono virtuosi; così gli USA, l’India ecc., rispetto a noi o all’Austria.

Se non dico che i dati risibili di Cina e Russia sono farlocchi e cerco di dimostrarlo, non faccio buona informazione.

Così per i decessi: un malato terminale che contrae il Covid non può entrare nel novero dei morti pandemici; ci vuole attenzione e correttezza, e non dovrebbe essere difficile averli da parte di medici e scienziati.

Il Covid è micidiale e può distruggere una civiltà perché superato il limite dei contagi contrastabili dai sistemi sanitari (tipping point), solo l’immunità di gregge ci può salvare oltre al vaccino; cioè dopo che il 60-70% della popolazione è stato infettato con le conseguenze sanitarie ed economiche devastanti prevedibili, può rallentare e sparire.

Oltre ai numeri assoluti per le rilevazioni, sono sbagliati anche i provvedimenti assoluti fatti con DPCM e non con atti relativi ad ogni situazione regionale o provinciale, per le quali dal centro si provvede talvolta troppo duramente o poco .

E’ il centralismo bellezza! e qui scontiamo lo scarso coordinamento tra le componenti, non dello Stato, ma della Repubblica che ne è contenitore, perché la nostra Costituzione equipara Stato, Regioni, Province e Comuni e li obbliga ad una “leale collaborazione”; ma con la gerarchia delle fonti esistente subiamo la primazia del potere esecutivo (DPCM), che tenta di cucire un vestito della stessa taglia per tutti, salvo qualche rammendo.

Una informazione corretta ed un’armonia istituzionale sono indispensabili per formare di nuovo, come nella prima fase, quel comune sentire fatto di buon senso, disciplina e serietà che ci ha consentito di essere tra i Paesi più virtuosi ed attenti a contrastare il Covid; temo che avremo pochissimo tempo per recuperare.

Francesco Chiucchiurlotto