Francesco Chiucchiurlotto
Francesco Chiucchiurlotto

Di funerali di stato ne abbiamo visti tanti in questi anni d’Italia disgraziata alle prese dolorose con le conseguenze mortali di attentati, stragi, terremoti, esplosioni, guerre, incidenti, crolli…

Ma mai abbiamo visto un governo applaudito con tanta convinzione e trasporto, come è avvenuto a Genova per i funerali di parte delle 43 vittime del crollo del ponte Morandi; e l’opposizione, incarnata dal Segretario del PD e dall’esponente PD più significativo di quella città, il già ministro Pinotti, accolti in un silenzio pesante, interrotto da fischi ed imprecazioni.

Cosa è avvenuto di così nuovo e sorprendente in questo nostro Paese, ancora una volta ferito platealmente davanti al mondo intero, attonito per le dimensioni dell’evento, ma unito nel dolore e nella condanna?

Semplice: si è saldato quel rapporto, che continuiamo a definire “populista” e che ho sintetizzato, mutuandolo dalla sceneggiata napoletana, “isso, issa e ‘o malamente”, tra il popolo come indistinta entità sociologica ed il governo assurto a vendicatore e garante contro quell’insieme altrettanto indistinto, di poteri forti, èlites, monopoli economici, cioè ‘o Malamente.

Appunto Isso, il governo, l’eroe buono e generoso, che non si fa intimidire che difende, interpreta ed agisce per conto di Issa, in questo caso non la femmina della sceneggiata, ma la Gente, la Popolazione, il Popolo.

Vedere Salvini e Di Maio tra la folla plaudente stringere mani, consolare, toccare, salutare mi è venuta in mente la vecchia frase di come deve essere un politico: un pesce nell’acqua.

Quello che si è capito a Genova, e non era scontato, è che la politica ha subito una semplificazione profonda, ha acquisito una elementarità senza precedenti; c’è il buono ed il pulito da una parte ed il marcio e corrotto, dall’altra.

La vicenda economico-finanziaria dei Benetton, che nasce da una manifattura campione del made in Italy, sino a diventare concessionaria su posizioni dominanti, dalle quali detta condizioni capestro addirittura allo Stato, è, al netto delle sacrosante indagini che la magistratura ha avviato per accertare le responsabilità civili e penali, sul banco degli accusati.

C’è una percezione di colpevolezza che è maturata nel tempo, con lo stillicidio di piccoli e grandi soprusi che quotidianamente il cittadino deve subire dalle grandi holding dei servizi pubblici locali: le bollette farlocche da contratti ambigui, le gare bloccate da anni per conservare privilegi; le estenuanti maratone per ottenere giustizia o semplicemente informazioni; le tariffe sempre subito in aumento e mai in diminuzione; la sicumera nei confronti dei controlli; l’impunità davanti alla legge, spietata e puntuale con i consumatori.

Gas, energia elettrica, reti autostradali, trasporti, comunicazioni e non solo, forse meno la telefonia, i rifiuti ed i servizi comunali, come fonti di lauti guadagni che non vanno come dovuto in investimenti ma in finanziarizzazioni; l’attacco non ancora cessato all’acqua pubblica; il reticolo di norme e regolamenti che punteggiano la nostra quotidianità.

Questo malomondo, oggi nel mirino del “Popolo”, sembrava aver trovato nei governi del PD il proprio referente; uscire da questa identificazione è oggi per quel partito una priorità.

Francesco Chiucchiurlotto (RES 179)

Commenta con il tuo account Facebook
Print Friendly, PDF & Email