Non ce ne rendiamo conto ma siamo nel bel mezzo di una battaglia mediatica tesa ad orientare, influenzare, condizionare l’opinione pubblica italiana; cioè la nostra opinione sulla crisi di governo: dopo 463 giorni di Contratto, cioè neanche un anno e mezzo dalla durata edittale sancita dalla Costituzione in cinque anni.

In campo tutti, naturalmente, ma in particolare La Bestia di Salvini e la piattaforma Rousseau di Casalegno/Di Maio.

Ci sono pochi dubbi che il sistema informatico-informativo che Matteo Salvini ha messo in campo negli ultimi mesi, sia la ragione principale ed il sostegno più importante, del suo successo e del suo personaggio di Capitano.

A ben vedere la forza comunicativa di Matteo Salvini, ereditata e copiata da Umberto Bossi, è il continuo rimando tra web e piazza; non lo fa nessun altro, almeno con la stessa efficacia e determinazione, con la stessa pianificata strategia (forse lo faceva Grillo).

Bossi in canottiera a Ponte di Legno, Salvini a torso nudo al Papeete; il contatto fisico coi centinaia di selfies, il bombardamento di migliaia di twitt, fb, istagram, faccioni in TV, interventi alla radio, rimandi sui quotidiani e sui magazines.

Più coperto ed esclusivo il canale Rousseu, con ambizioni avveniristiche di democrazia diretta, che anche se ampliamente ridimensionate, restano spunto di una serie di riflessioni che la politica ufficiale, anche di sinistra, stenta a far proprie o a riconoscerne l’innovatività.

Cosa ci sta propinando la BESTIA? Ma che gli Italiani vogliono le elezioni anticipate, che vogliono la libertà dai vincoli europei, che con 50 (cinquanta capito bene?) miliardi di euro, naturalmente in debito pubblico, tutto sarà risolto con IVA, flat tax, quota 100, compresi.

Nella Piattaforma, invece, è in atto la resa dei conti tra le anime del M5S: Di Maio, Di Battista, Fico; salvarsi con un accordo incestuoso col PD, andare al voto comunque vada (11%), imprimere una svolta social ambientalista ad ogni opzione di governo; è la Bella della fiaba.

Finirà con un governo balneare alla Fanfani o alla Leone, in cui la saggezza di far decantare, sino a termini accettabili, la stravaganza di politici che pensano sia a loro tutto consentito, dai pieni poteri alla tattica dei due forni, affonda nelle più concrete tradizioni democristiane, che non va dimenticato, avevano come plafond la Chiesa, Cattolica, Apostolica, Romana.

La quale proprio ieri, con le parole del Vescovo di Rieti Pompili, ha sferzato a sangue la classe politica nel suo insieme, sulle inadempienze, ritardi, vergogne per i tre anni sprecati sul cratere dell’ultimo terribile terremoto, quello del Centro Italia.

C’erano tutti! da Mattarella a Renzi ai Presidenti di Regione, a dire :”Rifaremo tutto com’era!!”, con il retro pensiero, magari, che per una frazione, un borgo, un paese, basta sistemare in qualche modo gli abitanti, senza poi sprecare ulteriori risorse…

Questa del terremoto è un’altra lezione che non vogliamo apprendere: la cattiva politica, quella che imperversa così ovunque, in tutti i partiti, alla fine provoca danni, vittime, lutti, rovine, decadenza di costumi e di passioni civiche; altro che corsa al voto, temo che tra poco della democrazia partecipata e condivisa non fregherà niente a nessuno. (Naturalmente spero di sbagliarmi; anzi faccio ammenda, senz’altro sto sbagliandomi!!)

Francesco Chiucchiurlotto

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