Francesco Chiucchiurlotto
Francesco Chiucchiurlotto

VITERBO – Il Burian ha contribuito, in questi scampoli di campagna elettorale, a tenere la gente in casa, davanti a stufe, caminetti, televisioni, socialmedia, libri e riviste ed anche a pensare.

Una cosa che mi ha incuriosito e che mi ha interessato è stata la proposta della flat tax, di cui il centrodestra, in particolare Silvio Berlusconi che già vent’anni fa ne parlava, si è fatto alfiere, articolandone in modo sommario e forse troppo confuso, le caratteristiche modalità di applicazione.

Flat, significa piatto, uniforme, quindi si tratta di applicare un aliquota unica a tutti, persone fisiche ed imprese, ricchi e poveri, ceti medi, alti, altissimi; è applicata in 38 Paesi nel mondo, in particolare ad Est, con risultati positivi ma controversi per le varie scuole di pensiero.

C’è però subito un ostacolo ordinamentale, l’art.53 della nostra Costituzione:” Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato (nel senso di uniformato, ispirato – nda- ) a criteri di progressività.”

Siccome la flat tax, la tassa fissa, è il contrario della progressività, l’ostacolo costituzionale sembrerebbe insormontabile.

Se non che adottando una “no tax area”, una percentuale di contribuenti indigenti esenti da ogni prelievo, ed organizzando un sistema semplificato di detrazioni ed incentivi, si potrebbe sostenere una certa progressività e flessibilità, su un sistema sostanzialmente fisso e piatto.

Le ragioni per preferire questo sistema fiscale, peraltro sostenuto da economisti di fama, sono di due ordini: messianico il primo e sistemico il secondo.

Si dice che con un aliquota unica e bassa, la metà circa dell’attuale, tutti pagheranno le tasse, ma conoscendo il carattere degli Italiani e la loro propensione innata all’evasione ed all’elusione, verso uno Stato “nemico”, mi pare proprio un azzardo: passò quasi inosservato nel discorso del Lingotto di Veltroni, il gioco di parole, che però sanciva un formale cambio radicale di politica fiscale: dal Prodriano “Pagare tutti per pagare meno” al Veltroniano:”

Pagare meno per pagare tutti”, cui seguì un sostanziale identico livello di evasione fiscale Invece le ragioni sistemiche sono serie; nel groviglio di deduzioni, incentivi, sgravi, esenzioni, si è creato un Nodo Gordiano inestricabile che alimenta ingiustizie e gonfia l’evasione e l’elusione, che poggia su un principio economico di rapina, che l’umorista francese di fine ottocento Alphonse Allais ha ben riassunto prefigurando la nostra globalizzazione: “Bisogna prendere il denaro dove si trova facile, presso i poveri: hanno poco, ma sono tanti!”, che ha per corollario: “Più aumentano, meglio è !”

La spada che Alessandro Magno usò per tagliare il famoso nodo, potrebbe essere proprio la flat tax, che comporta l’azzeramento di tutti gli orpelli fiscali, lacci e laccioli burocratici, norme intricatissime, privilegi ed ingiustizie, accumulatisi nei decenni trascorsi.

Guarda caso per i redditi da impresa, la flat tax è l’ IREP fissa e piatta per tutti, è in vigore in Italia dal 2004 e variamente dimensionata nel tempo è al 27% dal 2017, conservando però il groviglio di cui sopra, con in più delocalizzazioni, esodati, contributi pubblici ecc.

Come al solito “all’Amatriciana”, con tutto il rispetto per l’eccezionale piatto, vera gloria nazionale!! Ci sarebbe da approfondire, da confrontarsi, ma …maiora (le elezioni) premunt!

Francesco Chiucchiurlotto (Res 141)

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